Intervento percutaneo combinato al cuore con tecnica mininvasiva
Non poteva affrontare un intervento chirurgico perché troppo rischioso, così un paziente affetto da una grave patologia cardiaca ha potuto beneficiare di una tecnica innovativa – eseguita per la prima volta nella provincia di Messina – grazie a un intervento mininvasivo realizzato nell’Unità di Cardiologia Interventistica del Policlinico di Messina, diretta dal prof. Antonio Micari.
Il paziente era affetto da un’insufficienza mitralica severa, secondaria a disfunzione ventricolare post-ischemica e insufficienza renale cronica avanzata ed è stato sottoposto a un intervento combinato di riparazione percutanea della valvola mitrale mediante tecnica Teer (Transcatheter Edge-to-Edge Repair, riparazione transcatetere da bordo a bordo), con l’impianto di due dispositivi MitraClip G5 e contestuale chiusura percutanea dell’auricola sinistra. Un intervento attuato con il supporto dell’équipe dell’Unità Servizio di Anestesia, guidata dalla professoressa Anna Teresa Mazzeo.
Dopo un’attenta valutazione multidisciplinare in équipe cardiologica – resa possibile grazie alla stretta collaborazione tra la Cardiologia Interventistica del Policlinico e la Cardiochirurgia dell’Ospedale Papardo – è stata pertanto posta indicazione al trattamento combinato della valvulopatia mitralica e alla chiusura percutanea dell’auricola sinistra.
“La riparazione mitralica transcatetere mediante MitraClip – spiega il prof. Micari – permette di trattare forme significative di insufficienza mitralica in pazienti nei quali l’intervento cardiochirurgico a cuore aperto presenti un rischio elevato, mentre la chiusura percutanea dell’auricola sinistra rappresenta una strategia di prevenzione degli eventi cardioembolici nei pazienti con fibrillazione atriale nei quali la terapia anticoagulante orale a lungo termine risulti controindicata o difficilmente praticabile”.
È un nuovo traguardo per la cardiologia della provincia di Messina che attua così una procedura espressione delle tecniche più avanzate in ambito di cardiologia interventistica strutturale. Pazienti, accuratamente selezionati, possono affrontare nel corso della stessa seduta differenti problematiche cardiache mediante un approccio interamente transcatetere e a bassa invasività. Una possibilità resa concreta grazie agli investimenti attuati dalla Direzione Aziendale sul fronte tecnologico; un aspetto essenziale per eseguire procedure sempre più all’avanguardia.
L’intervento, effettuato dal prof. Antonio Micari e dal dottor Giampiero Vizzari, è perfettamente riuscito e il paziente, dopo alcuni giorni con un regolare decorso, è tornato a casa. Il percorso assistenziale si è svolto in stretta collaborazione con l‘Utic (Unità terapia intensiva coronarica), diretta dal prof. Gianluca Di Bella, reparto di riferimento per il ricovero, l’inquadramento clinico e la gestione del paziente.
“Questo risultato – ha la direttrice amministrativa del Policlinico, Elvira Amata – si inserisce in un percorso di eccellenza della Cardiologia Interventistica consolidato nel corso nel tempo. L’azienda in questi anni ha investito per ampliare le possibilità di trattamento e diventare sempre più un riferimento nel territorio per pazienti complessi che possono essere gestiti con procedure innovative secondo i più moderni standard della cardiologia interventistica”.

