Tragedia a Barcellona, specializzanda in Medicina trovata morta in casa: c'è un indagato

Tragedia a Barcellona, specializzanda in Medicina trovata morta in casa: c’è un indagato

Redazione

Tragedia a Barcellona, specializzanda in Medicina trovata morta in casa: c’è un indagato

sabato 03 Ottobre 2026 - 13:35

Una trentunenne palermitana è deceduta nel pomeriggio di giovedì in un'abitazione di via Catili. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati il compagno della vittima: al vaglio l'ipotesi di un'overdose da oppioidi

Una drammatica scoperta ha scosso la comunità barcellonese. Una giovane donna di trentuno anni, originaria di Palermo e specializzanda in Medicina all’università di Messina, è stata trovata priva di vita all’interno della sua abitazione situata in via Catili, a Barcellona Pozzo di Gotto. Sul caso la Procura della Repubblica locale ha aperto un’inchiesta formale, iscrivendo nel registro degli indagati il compagno della vittima, un ventinovenne originario di Brindisi che conviveva con lei da alcune settimane.

L’allarme e i primi accertamenti medico-legali

A contattare i soccorsi sanitari del 118, nel tardo pomeriggio di giovedì intorno alle 18, era stato lo stesso compagno, accortosi del rapidissimo peggioramento delle condizioni di salute della dottoressa. L’intervento del personale medico si era purtroppo rivelato inutile, potendo soltanto constatare il decesso della trentunenne.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Giuseppe Verzera insieme alle sostitute procuratrici Veronica De Toni ed Emanuela Scali, ipotizza al momento il reato di morte come conseguenza di altro delitto e detenzione di sostanze. Per fare chiarezza sulle cause della scomparsa, la magistratura disporrà a breve l’incarico per l’esame autoptico e per i conseguenti test tossicologici, che dovranno stabilire se la tragedia sia riconducibile a un’intossicazione acuta da oppioidi.

L’interrogatorio e il materiale sequestrato

Nelle ore successive alla tragedia, il giovane è stato a lungo ascoltato dagli inquirenti e in Procura, assistito dal proprio difensore, l’avvocato Giuseppe Ciminata. Nel corso degli accertamenti, il compagno della vittima avrebbe riferito di essere seguito da un Ser.T. pugliese e di seguire una terapia a base di metadone, menzionando inoltre circostanze legate all’ipotetico reperimento di farmaci come il fentanyl in ambito lavorativo da parte della compagna.

Nel frattempo, i carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno eseguito un sopralluogo nell’appartamento, ponendo sotto sequestro probatorio flaconcini di morfina, confezioni di Midazolam, boccette di levometadone, la documentazione clinica, alcuni appunti manoscritti e i telefoni cellulari della coppia. Terminata la fase degli interrogatori, il giovane ha accusato un malore ed è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale cittadino per le cure necessarie.

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