Sono attrezzi da pesca galleggianti ancorati al fondale utilizzati per attirare e catturare i pesci in mare aperto
Un’operazione condotta dalla Guardia Costiera di Milazzo ha portato al recupero e al sequestro di 18 Fad illegali posizionati al largo delle coste milazzesi. Si tratta dei “fishing aggregated device”, ovvero attrezzi da pesca galleggianti ancorati al fondale utilizzati per attirare e catturare i pesci in mare aperto, comunemente conosciuti in Sicilia come “cannizzi”.
I cannizzi sequestrati, di produzione artigianale, sono risultati privi dei necessari sistemi di segnalazione e identificazione, oltre ad essere realizzati in maniera non conforme alle norme nazionali ed europee che regolano la materia e che impongono, nello specifico, l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale.
La pesca professionale mediante l’impiego dei cannizzi non è vietata ma può essere fatta esclusivamente dai pescatori professionali appositamente autorizzati all’utilizzo di tale attrezzo che, in tal caso, deve riportare la marcatura e l’identificazione dell’unità da pesca dalla quale viene impiegato, in conformità a quanto previsto dalla vigente normativa in materia. Gli stessi, inoltre, devono essere realizzati utilizzando componenti biodegradabili, compatibili con l’ecosistema marino, al fine di minimizzare l’impatto sull’ambiente.
Le operazioni di recupero e sequestro sono state eseguite dall’equipaggio del battello B 168 della Guardia Costiera milazzese che, nell’ambito delle stesse, ha raccolto anche una considerevole quantità di materiale plastico, utilizzato insieme a foglie di palma per la realizzazione dei “cannizzi” rimossi.

