Se arriveranno in breve, i lavori potrebbero concludersi a dicembre 2027 a Messina
MESSINA – Lavori consegnati la seconda volta il 15 ottobre 2024 e teoricamente da concludere il 15 ottobre 2026, cioè fra sei giorni. Ma per il porto di Tremestieri è un traguardo fallito. Anzi la Bruno Teodoro ha finalmente prodotto un avanzamento significativo, rilevandoli al 26 % e portandoli alla percentuale attuale del 54 %.
Le nuove stime indicano la possibile conclusione e la messa in esercizio dell’infrastruttura per il mese di dicembre del 2027, poco più di un anno rispetto alle previsioni della vigilia.
Ma il quadro economico generale dell’opera, quantificato in 115 milioni 682mila 430 euro, deve fare i conti con una serie di sopravvenute contingenze di carattere tecnico, finanziario e normativo emerse nel corso dell’appalto. Per far fronte a queste emergenze, la struttura commissariale ha formalizzato una richiesta urgente di finanziamento aggiuntivo pari a 11 milioni 600mila euro, indirizzata ai ministeri competenti, alla presidenza della Regione Siciliana e agli assessorati regionali di riferimento.
Le voci di spesa e le criticità emerse in cantiere
La richiesta di risorse supplementari si fonda su quattro voci specifiche dettagliate dai tecnici. La prima riguarda uno stanziamento di 4 milioni di euro preventivato per applicare le nuove regole di aggiornamento e compensazione dei prezzi d’appalto previste dalla Legge di Bilancio. Queste somme, a partire da gennaio 2026, devono obbligatoriamente essere prelevate dalle somme a disposizione dell’intervento, tenendo conto dell’assenza originaria di economie di ribasso nel quadro economico finanziato.
A questa cifra si aggiungono 2 milioni di euro ritenuti indispensabili per coprire i maggiori costi legati al monitoraggio ambientale, necessari per garantire la piena osservanza delle prescrizioni Via fino alla conclusione dei lavori, e 600mila euro destinati a ripristinare la voce “imprevisti” nel quadro economico, la cui disponibilità si è ridotta al lumicino.
La voce più pesante, pari a 5 milioni di euro, nasce invece da evidenze tecniche emerse direttamente sul campo: dopo l’esecuzione del campo prove per l’infissione dei pali di fondazione del molo foraneo, la direzione lavori ha evidenziato la necessità di utilizzare polimeri per la stabilizzazione delle pareti di scavo a mare, facendo lievitare i costi rispetto al valore iniziale del corpo d’opera.
L’avvertimento sul rischio di interruzione dei cantieri
Sulla questione sono intervenuti direttamente il responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Vito Leotta, e il commissario dell’opera, Francesco Di Sarcina, che hanno lanciato un monito chiaro riguardo alla sostenibilità economica dell’intervento.
“La mancanza delle risorse aggiuntive, pari a complessivamente 11 milioni 600mila euro, comporterebbe già dai prossimi mesi l’interruzione anticipata delle lavorazioni col rischio di ottenere una infrastruttura non del tutto funzionale”.
I rappresentanti dell’amministrazione commissariale hanno ribadito che le somme attualmente disponibili non bastano a coprire le evenienze normative e tecniche subentrate, che impedirebbero di consegnare alla collettività un’opera completa ed efficiente senza un’adeguata integrazione di bilancio.
L’impatto sulla mobilità dello Stretto e la richiesta di fondi straordinari
Nel documento viene sottolineato con forza il valore strategico dell’infrastruttura, considerata fondamentale non soltanto per garantire la continuità territoriale e logistica tra la Sicilia e il continente, ma anche per decongestionare la viabilità urbana.
“L’opera in questione non solo risponde all’esigenza strategica di assicurare la continuità territoriale e logistica tra la Sicilia e il continente ma anche all’esigenza di contenere notevolmente il traffico dei mezzi pesanti all’interno della città aumentando i livelli di sicurezza della circolazione stradale con il conseguente effetto di ridurre sensibilmente i livelli di inquinamento acustico e atmosferico che ne derivano”.
Di fronte a questo scenario, la richiesta punta a reperire gli oltre undici milioni e mezzo necessari attingendo alle risorse statali, regionali o extraregionali del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027 o ad altre linee dei fondi strutturali in corso di programmazione.
La lettera si chiude con un appello alle istituzioni affinché comunichino tempestivamente la propria disponibilità a sostenere i costi aggiuntivi, poiché in mancanza la struttura commissariale sarà costretta ad assumere decisioni conseguenti e drastiche per far fronte all’esaurimento dei fondi.


Tremestieri mi ricorda un’opera di De Filippo “Le voci di dentro” credo si chiami così.. le voci di dentro di Tremestieri dicono… Non sadda a fa’… quindi ci sarà sempre un intoppo, finanziamento non arrivato, lo scirocco, la sabbia, la tratta più lunga ecc. Bisogna ringraziare i sindacalisti Uil, che vedo spesso in tv o leggo in articoli vari, perché ci stanno mettendo l’anima per non fare “Insabbiare” del tutto quest’opera importante…
Chissà se il porto di Tremestieri non diventi emulo dell Salerno Reggio Calabria.
Ci sanno fare,è inutile negarlo,sicuramente dopo questi 11 ne mancheranno altri 12 e poi e poi e poi !
Caro Giuseppe concordo e infatti intravedo una similitudine anche con la più famosa tela di Penelope.
Ultimare l’opera significherebbe togliere i Tir e il traffico gommato di solo passaggio e ridare un bellissimo tratto di mare alla città.
E allora, venendo meno la Rada San Francesco (di Paola), significherebbe non poter tergiversare, con la scusa di un Ponte che non si farà mai, venendo costretti ad intensificare gli aliscafi in modo da dare un senso ad un’area integrata che tutti a chiacchiere vorrebbero far credere di volere e, inoltre, renderebbe competitivo l’aeroporto di Reggio in alternativa a quello di Catania.