La Sezione Quinta di Catania conferma la legittimità della proclamazione degli eletti e degli atti di indizione delle votazioni di maggio
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, ha respinto i ricorsi presentati contro gli esiti delle elezioni amministrative del Comune di Messina e i relativi atti di indizione e proclamazione. I dispositivi di sentenza, emanati dalla Quinta Sezione, confermano la piena regolarità delle procedure elettorali che hanno portato alla proclamazione del sindaco Federico Basile e del Consiglio comunale. Un risultato definitivo dopo che il collegio ha esaminato contestualmente le diverse impugnative promosse contro il voto.
L’oggetto del contenzioso
Il contenzioso si è articolato su due distinti fronti giudiziari, entrambi definiti dai giudici amministrativi. Il primo ricorso (n. r.g. 1322/2026), promosso da Michele Laghezza e Giuseppe Currò difesi dagli avvocati Roberto Materia e Giuseppe Losi, mirava all’annullamento delle operazioni elettorali, dei verbali di proclamazione del sindaco e dei 32 consiglieri comunali, nonché dei provvedimenti di ammissione delle liste collegate a Federico Basile.
Il secondo ricorso (n. r.g. 1351/2026), azione promossa da Salvatore Bucceri e Sebastiano Dibilio rappresentati dagli avvocati Angelo Giorgianni e Paolo Starvaggi (con il Comune di Messina difeso dall’avvocato Santi Delia), puntava invece all’annullamento del verbale dell’Ufficio Centrale Elettorale e del successivo verbale di insediamento del Consiglio comunale del 20 giugno. Nel mirino di quest’ultimo ricorso erano finiti anche i provvedimenti presupposti emanati dalle istituzioni regionali e prefettizie, contestando la deliberazione della Giunta Regionale Siciliana e il decreto assessoriale di indizione dei comizi per le consultazioni del 24 e 25 maggio 2026, insieme alle note del Dipartimento delle Autonomie Locali e della Prefettura di Messina.
La decisione
I giudici amministrativi (presidente ed estensora Agnese Anna Barone, consigliere Giovanni Giuseppe Antonio Dato, primo referendario Salvatore Ermete Massimo Accolla), all’esito dell’udienza pubblica, hanno pronunciato i dispositivi che rigettano integralmente entrambi i ricorsi. Con le decisioni è stata disposta la compensazione delle spese di giudizio tra le parti coinvolte, tra cui figurano l’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali, la Prefettura e il Comune di Messina. Il Tribunale ha infine ordinato l’immediata esecuzione delle sentenze e mandato alla Segreteria di trasmettere le comunicazioni di rito al sindaco e alla Prefettura di Messina. Le motivazioni estese delle due pronunce saranno depositate successivamente.

