Il deputato cinquestelle presenta un'interpellanza urgente ai ministri dell'Ambiente, dei Trasporti e della Cultura. Le associazioni ambientaliste chiedono la convocazione della Commissione regionale per danno ambientale
Il caso dei tagli di alberi lungo le autostrade A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo approda alla Camera dei Deputati. A sollevare la questione è un’interpellanza parlamentare indirizzata ai ministri dell’Ambiente, dei Trasporti e della Cultura, firmata dal deputato e questore della Camera, Filippo Scerra (M5S).
Al centro della contestazione c’è la gestione del verde da parte del Consorzio Autostrade Siciliane (Cas), accusato da comitati e associazioni ambientaliste di aver abbattuto migliaia di alberi ad alto fusto senza le dovute garanzie e autorizzazioni.
L’interpellanza alla Camera: «A rischio il patrimonio e i siti protetti»
L’iniziativa parlamentare parte dalle denunce dei territori e mette in luce l’assenza dei pareri ambientali e paesaggistici propedeutici agli abbattimenti. Nel testo dell’atto ispettivo, il deputato Filippo Scerra esprime forte preoccupazione sottolineando che «nel territorio siciliano si sta verificando una situazione alquanto pregiudizievole per il suo patrimonio ambientale e paesaggistico che associazioni e comitati cittadini stanno denunciando da mesi, intraprendendo ogni iniziativa possibile per fare chiarezza».
Scerra interpella i ministri chiedendo «se intendano porre in essere urgenti iniziative di competenza, al fine di bloccare l’evidente pregiudizio al patrimonio ambientale e paesaggistico siciliano e ai relativi siti “Natura 2000” presenti nell’area interessata, verificando in tempi brevi tutta la documentazione collegata al rispetto dell’effettiva protezione del patrimonio naturalistico locale».
Il fronte delle associazioni: «Appalti milionari e zero perizie»
Parallelamente all’azione parlamentare, prosegue la protesta delle sigle ambientaliste, tra cui Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Wwf Sicilia, Serapide e il comitato “Non Sono Indifferente”. Le associazioni contestano al Consorzio l’impiego di risorse pubbliche attraverso appalti milionari (l’ultimo da 3,2 milioni di euro) per la rasatura del verde, a fronte di una rete viaria segnata da cantieri eterni, buche e da una sanzione di 500mila euro già incassata dall’Antitrust.
Dall’accesso agli atti promosso dai comitati è emerso che “non risulterebbero perizie agronomiche, censimenti o autorizzazioni nei comuni interessati, tanto che la Forestale di Messina ha già elevato una sanzione e inviato una segnalazione alla Procura della Repubblica. Rimane inoltre il nodo della destinazione del legname, con i tronchi secolari ceduti a ditte private senza un chiaro titolo giustificativo”.
Chiesto un tavolo d’urgenza alla Regione
Di fronte a quello che definiscono un vero e proprio “scempio”, le associazioni hanno inviato una formalizzazione via Pec all’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò. La richiesta è chiara: la convocazione immediata della Quarta Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana per valutare l’esistenza di un eventuale danno ambientale e di uno sperpero di denaro pubblico, mentre la petizione popolare promossa dai cittadini continua a raccogliere centinaia di firme per fermare le motoseghe lungo le autostrade siciliane.

