L'ente nazionale di vigilanza sollecita l'apertura di un confronto con i prefetti di Palermo, Catania e Messina di fronte alle gravi criticità riscontrate
L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali ha trasmesso una nota ai prefetti e ai ministeri competenti per ricostruire l’attività di vigilanza condotta nel corso degli anni sulle autostrade siciliane. Tra le verifiche fatte figurano quelle sul Sistema di Gestione della Sicurezza, ispezioni di campo, ispezioni sulle gallerie appartenenti alla rete stradale transeuropea, verifiche avviate a seguito di segnalazioni e l’irrogazione di sanzioni per circa 1 milione di euro, applicata in forma ridotta a circa 300mila euro.
Dalle verifiche è emerso un quadro complesso: “L’Agenzia ha rilevato nell’ampio campione esaminato criticità significative sia con riferimento alle condizioni di sicurezza delle infrastrutture sia in relazione all’ottemperanza agli obblighi derivanti dalla normativa di settore”.
Di conseguenza, il Ministero delle Infrastrutture ha evidenziato che “a valle dei sopralluoghi eseguiti e degli interventi necessari e improcrastinabili individuati, si conferma che le autostrade A18 e A20, allo stato attuale, non possono ritenersi percorribili con adeguati standard di sicurezza” e che “solo l’introduzione da parte del gestore di misure più restrittive rispetto a quanto già disposto nella relazione del 3 settembre potrà consentire il regolare esercizio autostradale”. L’Agenzia ricorda inoltre che, ai sensi del Codice della Strada, permane in capo al Cas la responsabilità primaria di garantire il sicuro esercizio della viabilità.
Tavolo di coordinamento
Il Consorzio ha rappresentato che l’adozione di misure restrittive “non rappresenterebbe necessariamente la soluzione più cautelativa sotto il profilo della sicurezza, potendo introdurre condizioni di rischio ulteriori rispetto a quelle che il provvedimento è chiamato a mitigare”, chiedendo al contempo un tavolo tecnico. Poi il Cas ha richiesto un incontro urgente alla Polizia Stradale di Messina e Catania “al fine di valutare le urgentissime ed importanti problematiche connesse alla programmazione ed alla gestione del traffico autostradale, nonché delle possibili configurazioni delle restrizioni alla viabilità e dei loro effetti sulla sicurezza complessiva”.
Tenuto conto degli impatti sulla viabilità alternativa e sui territori, l’Ansfisa ritiene necessario un raccordo istituzionale: “Considerato che l’eventuale introduzione di ulteriori limitazioni alla circolazione potrebbe determinare significativi impatti sulla viabilità alternativa, nonché rilevanti ricadute economiche e sociali per i territori interessati, si ritiene opportuno promuovere un coordinamento istituzionale di più ampio respiro”.
Per questo motivo, la nota richiede alle Prefetture territorialmente competenti “di promuovere la convocazione di un apposito tavolo istituzionale finalizzato all’esame congiunto delle criticità rilevate e alla definizione delle misure ritenute più idonee a garantire la sicurezza della circolazione e la continuità della mobilità sul territorio”, indicando la Prefettura di Palermo per svolgere funzioni di raccordo sovraprovinciale.
Lombardo: “Commissariamento di fatto”
«Siamo davanti a un fatto di una gravità senza precedenti sul piano istituzionale», afferma il deputato regionale Pippo Lombardo. «Quando l’Agenzia nazionale preposta alla vigilanza sulla sicurezza delle infrastrutture autostradali ritiene necessario coinvolgere direttamente tre Prefetture, significa che qualcosa non ha funzionato. E non ha funzionato né nella gestione e nella direzione del Cas, né nell’azione di governo e di vigilanza esercitata a livello regionale attraverso l’Assessorato alle Infrastrutture. Se non siamo di fronte a un commissariamento di fatto, è difficile trovare una definizione diversa per descrivere questa situazione. La questione della sicurezza delle nostre autostrade è ormai arrivata a un livello tale da richiedere un intervento istituzionale che supera la gestione ordinaria regionale».
Il deputato richiama inoltre l’attenzione sulle conseguenze che eventuali limitazioni della circolazione potrebbero determinare sull’intero sistema della mobilità siciliana.
«Non possiamo permetterci che le criticità delle autostrade A18 e A20 si traducano in una paralisi dei collegamenti. L’eventuale introduzione di ulteriori restrizioni, con il conseguente trasferimento dei flussi di traffico sulla viabilità secondaria, rischierebbe di compromettere anche la sicurezza e la funzionalità delle strade alternative, con pesantissime ripercussioni economiche e sociali sulle comunità interessate. È necessario affrontare il problema nella sua complessità, evitando che una situazione già critica produca un effetto domino sull’intero sistema della mobilità».
Proprio alla luce di questo scenario, Lombardo ha inviato una nota formale al direttore generale dell’Ansfisa, ingegnere Emanuele Renzi, chiedendo che al tavolo istituzionale promosso attraverso le Prefetture venga assicurata anche la partecipazione di una rappresentanza della IV Commissione legislativa dell’Ars.
«La IV Commissione ha affrontato ripetutamente le criticità della rete autostradale siciliana attraverso audizioni, approfondimenti e iniziative di controllo. Ritengo indispensabile che questo lavoro possa trovare un raccordo diretto con le istituzioni nazionali chiamate oggi a intervenire. Per questo ho chiesto formalmente al direttore generale dell’Ansfisa di valutare favorevolmente la partecipazione di una nostra rappresentanza al tavolo e di sottoporre la proposta alle Prefetture competenti».
«La priorità assoluta deve essere la sicurezza dei cittadini, ma non possiamo ignorare le responsabilità politiche e gestionali che ci hanno condotto fino a questo punto. Il coinvolgimento delle Prefetture rappresenta un segnale istituzionale inequivocabile: la gestione ordinaria non è stata in grado di fornire risposte adeguate. Adesso occorrono decisioni concrete, responsabilità chiare e un coordinamento efficace per evitare che a pagare il prezzo di questa situazione siano ancora una volta i siciliani», conclude Lombardo.

