De Luca a Roma: la sua "esperienza da sindaco come metodo"

De Luca a Roma: la sua “esperienza da sindaco come metodo”

Redazione

De Luca a Roma: la sua “esperienza da sindaco come metodo”

martedì 27 Ottobre 2026 - 16:49

Nell’incontro che suggella l’intesa tra Sindaci d’Italia e Sud chiama Nord, l’ex sindaco di Messina ripercorre il suo percorso di amministratore

ROMA – Non un vero è proprio discorso politico ma una “lezione” di amministrazione. All’incontro romano che sancisce l’accordo tra Sindaci d’Italia, il nuovo partito dei sindaci, e Sud chiama Nord, Cateno De Luca ha scelto di raccontare agli amministratori presenti la sua storia di primo cittadino, le “cinque fasce” indossate tra Fiumedinisi, Santa Teresa di Riva, Messina, Città metropolitana e Taormina. Il suo obiettivo: offrirla come riferimento concreto sul modo di agire e sul ruolo dei sindaci.

De Luca ha spiegato di intervenire per facilitare la sintesi tra le due realtà, senza incarichi in nessuna delle due. Ha ricordato il percorso che va da Sicilia Vera a Sud chiama Nord fino alla nascita di Sindaci d’Italia ad Assisi, e l’auspicio di arrivare a una strategia nazionale comune.

Primo passo: il bilancio

Il punto di partenza, per De Luca, è sempre lo stesso: quando un sindaco entra a Palazzo deve leggere con calma e attenzione il bilancio. Ogni scelta politica infatti passa dai conti, altrimenti resta solo un’intenzione. Da quell’analisi emergono anche le risorse nascoste, come i cosiddetti “contribuenti fantasma”, cioè coloro che usufruiscono dei servizi comunali senza pagare alcunché. Subito dopo viene la riorganizzazione della macchina comunale, con la revisione del regolamento degli uffici e dell’assetto dei servizi. Solo così, secondo De Luca, la struttura dell’ente può rispecchiare al meglio la visione dell’amministrazione e rispondere alle attese dei cittadini.

Investimenti e pubblico-privato

L’ex sindaco ha poi illustrato il suo metodo di pianificazione strategica. Ha raccontato la collaborazione trasparente con gli imprenditori: il Comune accompagna l’investimento privato e in cambio ottiene opere di urbanizzazione per la collettività, senza zone d’ombra e con avvisi pubblici aperti a tutti.

Autorità e autorevolezza

Gli esempi più concreti arrivano da Santa Teresa di Riva, salvata dal rischio di dissesto anche con soluzioni poco convenzionali per fare cassa, e dalla lotta alla morosità idrica. Il primo distacco per morosità fu disposto proprio a carico di un amico ristoratore. Da qui la distinzione che De Luca raccomanda soprattutto agli aspiranti sindaci: l’autorità viene assegnata dal voto, l’autorevolezza si conquista sul campo con i comportamenti.

Il caso Messina

Ampio spazio infine a Messina: la campagna elettorale del 2018 avviata con un anno di anticipo, la vittoria senza una maggioranza in Consiglio e il piano “Salva Messina” approvato a fine 2018 dopo una seduta fiume per evitare il dissesto. A questo si aggiungono il confronto con il governo sulle città in crisi finanziaria e la stagione dei controlli sui servizi, raccontata anche attraverso i video diventati virali.

Per De Luca è uno “spaccato di azioni forti” che va misurato sui risultati. Il neo-partito Sindaci d’Italia si dichiara pronto “a portare questo modello di azione amministrativa a livello nazionale. L’obiettivo è farne espressione concreta di un rinnovamento della politica considerato sempre più necessario”.

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