La commissione Ponte e il presidente che non t'aspetti: Barbalace del Pd

La commissione Ponte e il presidente che non t’aspetti: Barbalace del Pd

La commissione Ponte e il presidente che non t’aspetti: Barbalace del Pd

mercoledì 16 Settembre 2009 - 13:06

La maggioranza sconfitta ancora una volta, senza -pierini- e con quattro -franchi tiratori- di altrettante componenti del centrodestra. Vicepresidente Ansaldo dell'Udc. Ancora polemiche da Cantello e Canfora

Stavolta i -pierini- non c’entrano. La maggioranza esce sconfitta in maniera pesante dalla votazione che ha portato Nicola Barbalace alla presidenza della commissione Ponte. Una presidenza rivendicata dal Pdl su esplicita richiesta del sindaco Buzzanca, che in un primo momento aveva chiesto addirittura che la commissione venisse revocata, forse resosi conto che i numeri non ci sarebbero stati. E infatti i numeri sono mancati: in 11 hanno votato per il candidato del centrosinistra, nonostante i votanti del Pd fossero sette e mancasse all’appello Nello Pergolizzi, il quale ha atteso fino all’ultimo la votazione ma poi ha dovuto lasciare Palazzo Zanca per motivi personali. Ecco perché i -franchi tiratori- non sono da cercare tra i cosiddetti -pierini-, non facendo parte della commissione nessuno dei classici osteggiatori della linea Buzzanca (dallo stesso Pergolizzi a Melazzo, da Canfora a Trischitta).

I -traditori-, se così vogliamo chiamarli, sono da rintracciare tra gli undici consiglieri del centrodestra che avevano, oggi, diritto al voto: Conti, Fazio, Iannello, Spicuzza e Ticonosco del Pdl, Ansaldo (eletto vicepresidente vicario, l’altro vice è Vaccarino del Pd), Greco, Messina e Muscolino dell’Udc, Restuccia dell’Mpa e Nino Carreri. Quattro di questi hanno preferito Barbalace al candidato dell’ultima ora del centrodestra, Pietro Iannello del Pdl, nome venuto fuori in mattinata dopo che l’Udc aveva rinunciato alla presidenza, vuoi perché incerta sul nome da proporre (Ansaldo o Greco), vuoi perché l’odore di imboscata si sentiva già solo entrando a Palazzo Zanca. L’impressione è che un esponente per ognuna delle componenti del centrodestra abbia virato il proprio voto su Barbalace, ma difficilmente qualcuno dei consiglieri ammetterà candidamente di aver tradito la patria.

Dire che il centrodestra, a questo punto, debba rivedere qualcosa al suo interno è superfluo, anche perché quello di oggi non è certo il primo episodio di una querelle tutta interna alla maggioranza che sta paralizzando la politica del consiglio comunale. In tutto questo bailamme c’è chi, come Cantello e Canfora, continua a polemizzare sulla legittimità della costituzione della commissione Ponte, in quanto non sono rappresentati tutti i gruppi politici. Ma il punto, qui, è che la maggioranza somiglia sempre di più ad una barca senza nessuno al timone, lasciata alla deriva. Come la città.

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