Il sindaco in aula per la relazione annuale (con qualche mese di ritardo). Il dibattito tra scontri mai sopiti e proposte di collaborazione. La notizia: nei prossimi giorni verrà introdotto il ticket per l’attraversamento dei tir (ecopass)
La relazione del sindaco in consiglio comunale giunge con qualche mese di ritardo: si dovrebbe riferire al primo anno di attività, ma in realtà arriva dopo oltre un anno e mezzo. Meglio di niente. Il confronto tra Giuseppe Buzzanca e l’aula è stato lungo (IN APPROFONDIMENTO GLI INTERVENTI DEI CONSIGLIERI), caratterizzato da polemiche più che prevedibili anche perché nulla, dal punto di vista politico, è stato fatto per “sedarle”, e ha offerto più di uno spunto. E anche qualche notizia. Ad esempio che tra pochi giorni, annuncio dato da Buzzanca stesso, «introdurremo finalmente, tenendo fede proprio alle indicazioni venute dal Consiglio, l’ecopass per il passaggio dei Tir», ovvero il famoso ticket per l’attraversamento oggetto di una delle prime delibere di indirizzo di questo consiglio. L’altra notizia riguarda il cavallo di battaglia del sindaco, gli svincoli: «Abbiamo trovato i finanziamenti per la realizzazione della seconda canna – ha affermato Buzzanca – che arriveranno dalla Regione e dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».
Gli svincoli, i rapporti con gli assessori, quelli col consiglio comunale stesso e le condizioni di finanziarie di Palazzo Zanca sono state al centro del lungo dibattito e, di conseguenza, dell’intervento di Buzzanca, giunto solo a fine seduta in quanto la relazione in senso stretto, inviata a tutti i consiglieri venti giorni fa, non è stata ripetuta “verbalmente” in aula. Procedura che a molti non è andata giù, con alcuni consiglieri, in primis Gaetano Gennaro del Pd, che hanno parlato di «mancanza di rispetto nei confronti di questo Consiglio». Buzzanca è partito proprio dai rapporti con l’aula: «Non ho nessuna intenzione di sottrarmi al confronto, anzi, sono orgoglioso di questo Consiglio. Con qualche distinguo, non mi piace mai quando ci sono marionette nelle mani di altri». Il sindaco si dice attuatore «non di una politica del dire, ma del fare. Capisco che questo possa piacere o meno, capisco il ruolo dell’opposizione, capisco anche qualche distinguo all’interno della maggioranza, non capisco posizioni preconcette spacciate per suggerimenti. Noi abbiamo cambiato pagina in questa città, e un esempio sono gli svincoli. Chi pone ostacoli al loro completamento non ama la città. Bisogna essere chiari: o riteniamo che ci si debba muovere all’interno di un percorso di legalità, oppure che lo si debba fare arbitrariamente».
Sugli svincoli e sulla transazione che ha permesso di far ripartire i lavori Buzzanca era stato “stuzzicato” da Nello Pergolizzi («a che prezzo tutto ciò?»). «Ho chiesto diversi pareri all’Avvocatura di Stato – ha chiarito il sindaco – e in base a questi ho adeguato i prezzi. Il punto è che c’è chi non vuole chiudere con un passato, caratterizzato da una certa direzione dei lavori che non avrebbe consentito che l’opera si completasse (chiaro riferimento all’ex direttore dei lavori Rodriquez, nda). E che il nostro interesse non sia fare clientele è dimostrato dal fatto che ci siamo affidati all’Anas. Certe scelte toccano poteri forti, lo sappiamo, ma siamo consapevoli che questo è il nostro dovere». Altro capitolo: Tremestieri. «Spero che si possa procedere senza intoppi anche qui. Ma se non ho messo in progetto di finanza il secondo approdo è perché ho fatto una scelta politica. Sarebbe stato comodo, ma non l’abbiamo fatto». Sul fronte dissesto finanziario (Giuseppe Melazzo, Udc, aveva detto: «Non capisco come facciano gli uffici contabili a non proporlo»): «Abbiamo trovato una situazione finanziaria disastrosa – ha detto Buzzanca – e stiamo cercando di risanarla. Ho nominato un commissario all’Atm perché ritengo che non è tempo di Cda pletorici. Certo, si era abituati a fare diverse nomine, ma non è la conta dei voti a governare, chi lo pensa è fuori dalla storia».
E poi c’è lo spartiacque, il 1. ottobre. «Risolvere quel dramma – ha affermato il sindaco – significa dare una risposta adeguata ai bisogni della città. In questa emergenza non ho creato motivi di contrasto istituzionale con Lombardo, pur avendone le ragioni, perché l’interesse primario è la città. Abbiamo avuto comunicazione della disponibilità di 23 milioni di euro per opere già finanziate per la difesa del suolo, che è per noi imperativo categorico».
Le diatribe interne alla giunta sono state sottolineate da più di un consigliere (il primo è stato Felice Calabrò del Pd): «Abbiamo avuto delle incomprensioni, ma l’assessore Corvaja sarà protagonista della revisione del Prg. Insieme all’assessore Aliberti abbiamo affrontato la questione servizi sociali e ci occuperemo del problema del Don Orione. Se ci sono delle inesattezze, abbiamo l’obbligo di approfondirle, tenendo presente che al centro ci sono gli assistiti, all’interno di un alveo che è la legittimità». E infine la gestione degli uffici, anche questa “contestata” da Calabrò: «Ci batteremo perché alcuni dirigenti fannulloni vengano emarginati e giudicati dall’istituto deputati a farlo». Messaggio chiaro, come l’ultimo, col quale Buzzanca ha concluso il suo intervento: «State tranquilli, se dovessi accorgermi che non ci sono le possibilità per governare la città, sarei il primo a farmi da parte».
