Accettato il patteggiamento, l'ex leader Dc sconterà 3 anni ai servizi sociali
Il Giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Palermo Ermelinda Marfia ha accolto la richiesta di patteggiamento avanzata da Totò Cuffaro, l’ex presidente della Regione siciliana indagato per corruzione e traffico di influenze illecite nell’inchiesta sulla sanita siciliana. Cuffaro sconterà tre anni ai servizi sociali. Verrà quindi liberato dai domiciliari, dove si trova da giugno.
Sistema Cuffaro, perché è accusato e chi sono gli altri
Cuffaro è accusato di corruzione per aver pilotato in parte il concorso per operatori socio-sanitari a Villa Sofia e di traffico di influenze in un appalto bandito dall’Asp di Siracusa. L’udienza preliminare che si è aperta oggi riguarda anche le ipotesi di reato che la Procura di Palermo formula per l’ex direttore generale dell’azienda ospedali riuniti Villa Sofia Cervello Roberto Colletti, il primario del Trauma Center di Villa Sofia Antonio Iacono (presidente della commissione di esami), e l’imprenditore Vito Raso. Secondo l’accusa, in cambio Colletti sarebbe stato sponsorizzato per la nomina alla direzione generale dell’ospedale, mentre Iacono nel concorso per diventare primario, anche se alla fine non presentò la domanda.
Corruzione in sanità, il filone Asp Siracusa
Al vaglio anche il filone d’inchiesta relativa a un presunto traffico di influenze negli appalti per i servizi di lavanderia e ausiliariato dell’Asp di Siracusa, che vede coinvolti Mauro Marchese, Marco Dammone, Ferdinando Aiello (anche lui ha chiesto il rito abbreviato), Roberto Spotti, legale rappresentante della società e Sergio Mazzola, titolare della Euroservice.
