Ne dà notizia il sindaco Buzzanca durante il saluto di fine anno ai giornalisti. Il Comune aveva già dato via libera al preliminare d’accordo con la Gmc
Bocce ferme per il secondo Palazzo di Giustizia. L’iter travagliato è stato sospeso dal Cga di Palermo, che ha accolto l’istanza presentata dalla Neptunia del Gruppo Franza, classificatasi seconda nella graduatoria stilata dalla commissione giudicatrice che aveva dato per vincitrice la Gmc. La società dei Franza e la Curia, che invece era arrivata terza, avevano mostrato parecchie perplessità sull’offerta della Gmc, ritenuta la più valida nonostante diversi punti controversi (su tutti l’assenza di un edificio già pronto entro il termine ultimo fissato dal bando, il 21 settembre, e il mancato nulla osta del consorzio Asi, necessario per realizzare la struttura alla Zir).
Adesso il Cga dovrà entrare nel merito della questione, che invece secondo il Tar non andava approfondito perché, questa fu la motivazione del giudice, l’interesse pubblico suggeriva di andare avanti comunque per il rischio di perdere i fondi (circa 18 milioni di euro) stanziati allo scopo dal ministero della Giustizia. In realtà, sostengono i legali di Neptunia, il rischio non c’è in quanto già con l’emanazione del bando il Comune avrebbe scongiurato il pericolo. A dare notizia della sospensiva del Tar è stato il sindaco Giuseppe Buzzanca nel corso del tradizionale saluto di fine anno ai giornalisti: «E’ una brutta notizia, è una vicenda lunga e travagliata a cui avevamo dato finalmente un’accelerata, mentre adesso siamo costretti a fermarci». Proprio la settimana scorsa la giunta aveva approvato il preliminare d’accordo con la Gmc. (in giornata ulteriori dettagli).
