Chiusa l’inchiesta sull’Università di Messina che il 19 luglio scorso ha travolto i vertici della facoltà di Veterinaria ed ha portato alla sospensione per due mesi del rettore, Franco Tomasello (nella foto) . La Procura di Messina ha notifiticato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 39 persone. Cioè il Magnifico, Franco Tomasello, il funzionario del Rettorato,Eugenio Capodicasa, la moglie e dipendente di Unilav, Ivana Saccà; il professore Giuseppe Piedimonte, responsabile del progetto Lipin, ed il responsabile amministrativo dello stesso progetto, Stefano Augliera; l’ex preside di Veterinaria, Battesimo Consolato Macrì, il successore Giovanni Germanà, i docenti Raffaele Tommasini, Antonio Pugliese, Salvatore Giannetto, Pietro Paolo Niutta; gli altri componenti del consiglio di facoltà di Veterinaria, Emilia Ciriaco, Santo Cristarella, Luigi Iannuzzi, Ugo Muglia, Francesco Naccari, Maria Grazia Pennisi, Antonina Zanghì, Francesco Abate, Antonio Ajello, Concetta Beninati, Francesca Conte, Massimo De Majo, Giuseppa Di Bella, Antonino Germanà, Germana Patrizia Germanà, Elisabetta Giudice, Rosaria Laurà, Marisa Masucci, Giuseppe Mazzullo, Annamaria Passantino; il ricercatore Giovanni Lanteri; i componenti della commissione d’esami Claudio Petterino e Maria Teresa Capucchio; il direttore ed il funzionario dell’Ausl 4 di Enna, Calogero Sicilia e Ireneo Sferazza; la ricercatrice Michela Pugliese; i ricercatori Mirko Paiardini e Barbara Cervasi.
L’atto, siglato dai pm Antonino Nastasi e Adriana Sciglio, arriva a conclusione dell’inchiesta condotta dalla sezione di polizia giudiziaria delle Fiamme Gialle, che ha indagato sui concorsi pilotati alla facoltà di Veterinaria, il coinvolgimento del rettorato nella vicenda, la gestione dei fondi del progetto di ricerca Lipin, inserito nell’Industrial Liason Office d’ateneo.
