Segesta Jet, una tragedia che non ha insegnato niente. Domani Cisl e Or.S.A riuniti per dibattere sulla mancanza di sicurezza nello Stretto

Segesta Jet, una tragedia che non ha insegnato niente. Domani Cisl e Or.S.A riuniti per dibattere sulla mancanza di sicurezza nello Stretto

Segesta Jet, una tragedia che non ha insegnato niente. Domani Cisl e Or.S.A riuniti per dibattere sulla mancanza di sicurezza nello Stretto

lunedì 14 Gennaio 2008 - 10:14

Domani Messina commemorerà, ad un anno esatto dalla tragedia, i morti del Segesta Jet. Tra le manifestazioni previste, anche quella organizzata da Or.S.A e Cisl che alle 10 dibatteranno con la stampa di quanto è accaduto nell’arco di questi dodici mesi.

“Il sud è discriminato anche per quanto concerne le morti bianche – si legge in un comunicato diffuso dall’OrSA. Non si muore solo a Torino, ma nessuno si è preoccupato di conferire la giusta dignità ai morti del Segesta. E poi, resta comunque insoluto il problema della sicurezza nello Stretto-

A rincarare la dose ci pensa la Cisl, che domani alle 10 ospiterà gli intervenuti alla segreteria nella sede di Viale Europa, sostenendo che “invariate, rispetto ad un anno fa appaiono le condizioni di sicurezza nella navigazione sullo Stretto, il tratto di mare più trafficato del Mediterraneo. A confermarlo l”applicazione delle tabelle di armamento a 7 unità e l”ulteriore riduzione di una flotta pubblica ormai vetusta, con oltre 30 anni di età media, oltre al mancato arrivo della Logudoro e la mancata sostituzione del Segesta.

Ad aggravare la situazione anche il disinteresse dimostrato da Bluvia nel traghettamento del gommato (nonostante i previsti incentivi ecobonus) e dei circa 12.000 pendolari giornalieri. Attività che sembrano redditizie solo per i monopoli privati; la mancata nomina del rappresentante di RFI nella Società Terminal Tremestieri dopo la destituzione di Ceci; la mancata stabilizzazione dei precari marittimi ed aumento del problema con la cessazione di convenzione con la Società Garibaldi che svolgeva le attività di pulizia sulle navi RFI (altro precariato); la riduzione dell”offerta commerciale Trenitalia per i treni a lunga percorrenza (12 treni in meno orario giugno 2007); la contrazione delle attività e del personale di manovra (da 5 a 4 macchine); l’abbandono infrastrutturale degli scali; la chiusura dei centri di comando messinesi della circolazione treni; l’ulteriore depotenziamento delle attività manutentive delle officine-.

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