Alla luce della discussione che dovrebbe avvenire prossimamente per la definitiva approvazione del Piano Regolatore del Porto, la Confederazione Unitaria di Base e la Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti, intendono esprimere la preoccupazione di coloro che operano nella Zona Falcata di Messina.
“Questa – si legge nella nota – è stata da sempre, la sede propulsiva delle attività portuali della città ed, in particolare, della cantieristica che anche in tempi recenti, è stata il vanto di Messina ed ha fatto conoscere la città in tutto il mondo, ed in atto vi operano varie aziende di diversa dimensione, che occupano oltre 1.200 lavoratori.
Nel piano regolatore, in questione, le aree destinate ad attività industriali, sono limitate a solo quelle occupate dall’arsenale militare (ridimensionato), dal Bacino di Carenaggio e dal Cantiere Rodriquez mentre scompare il cantiere di costruzione ex Cassaro; le attività commerciali si concentrano al solo Molo Norimberga, al momento adibito al trasporto dei mezzi gommati pesanti ad utilizzo esclusivo dalla Caronte & Tourist.
Insomma, le aree produttive della Zona sono ridotte ad una piccola fascia verso il lato interno del bacino portuale, strozzate e senza un sufficiente collegamento con la città e le autostrade e circondate da aree destinate tutte ad attività ludiche, sportive, parchi pubblici ed archeologici, da un nuovo quartiere urbano con residenze alberghiere, parco pubblico attrezzato,polo turistico con relativo porticciolo. Il piano regolatore del porto, così, viene ad essere snaturato, sovrapponendosi al Piano Regolatore Generale del Comune di Messina. Bisogna rilevare,inoltre, che le banchine del porto vengono destinate, quasi esclusivamente, all’attracco di navi da crociera e per il trasporto del gommato, cosa de declasserebbe il porto di Messina, che diverrebbe porto turistico per navi da crociera e da diporto ed eliminerebbe la stessa Autorità Portuale.
La CUB e la FLMU rendono noto che assieme ai lavoratori, difenderanno ad oltranza la destinazione industriale della Zona Falcata, riconosciuta anche da disposizioni normative,sin dal 1918, non facendosi illudere da vane prospettive di future occupazioni, che scaturirebbero dalla riconversione della Zona, che, comunque, per le attuali condizioni ambientali e territoriali, richiederebbe tempi biblici.
I lavoratori messinesi vogliono poter avere un’occupazione che permetta loro di mantenere decorosamente le loro famiglie ora e non passeggiare in un’area deserta, per l’abbandono di tutte le attività produttive, rese impossibili dal nuovo Piano Regolatore Portuale, pur con un bel panorama e che la Zona falcata torni ad essere il centro propulsore dell’economia cittadina.
La CUB e la FLMU chiedono, pertanto all’Autorità Portuale di conoscere in virtù di quale normativa, tale ente abbia elaborato, per usare un eufemismo, un -Piano Regolatore di così ampio respiro-.
Restiamo in attesa di incontro con il nuovo presidente per proseguire l’approfondimento della materia di cui sopra e non ancora definita con i precedenti responsabili dell’ente in indirizzo-.
