Lo Stretto di Messina, dove il tempo s'è fermato

Lo Stretto di Messina, dove il tempo s’è fermato

Lo Stretto di Messina, dove il tempo s’è fermato

lunedì 04 Febbraio 2008 - 11:41

Per i pendolari vicenda a tratti drammatica

Nera più che bianca, come le foto della prima metà del secolo scorso, quando i ferry boat sembravano l’invenzione più fantascientifica della storia, e viaggiare tra Sicilia e Calabria diventava una festa.

Oggi, dopo oltre 60 anni, ci sono le stesse identiche navi (proprio quelle!!) e la situazione, se vogliamo, per alcuni aspetti è addirittura peggiorata.

Giacomo è partito da Messina nel primo pomeriggio, insieme alla sua ragazza Federica. Sono saliti sulla Caronte & Tourist delle 14.40 da pedoni, per arrivare a Villa San Giovanni dove si sono incontrati con alcuni amici calabresi e hanno passato un pomeriggio e una serata in compagnìa.

Alle 23 si fanno accompagnare nuovamente a Villa San Giovanni dove prenderanno la nave di ritorno per la rada San Francesco, dove hanno parcheggiato la macchina, e torneranno a casa non troppo tardi perché il giorno dopo hanno esami all’università.

Ma mentre stanno per salire sulla nave in partenza, gli addetti Caronte & Tourist gli fanno notare che quella nave va a Tremestieri.

Glielo dicono quasi per caso, come se stessero facendo un favore, ma Giacomo e Federica con gli occhi sgranati rimangono allibiti e sono un po’ confusi.

Viene loro spiegato che dalle 22 in poi la Caronte & Tourist non effettua più alcuna corsa notturna con Messina, e che tutte le navi andranno a Tremestieri.

“Per lavori in corso- dicono.

Così l’unica soluzione affinché Giacomo e Federica tornino a Messina, è andare alla stazione di Villa San Giovanni e prendere la nave delle Ferrovie dello Stato, che però deve attendere l’arrivo dei treni e deve poi caricarli a bordo. La nave parte a mezzanotte un quarto, con quasi un’ora di ritardo, e, in fondo, Giacomo e Federica sono anche felici perché se gli addetti Caronte & Tourist non avessero comunicato la destinazione di quella nave, sarebbero finiti dritti dritti a Tremestieri, dove avrebbero potuto passare la notte … in strada o sotto un ponte!

La nave delle Ferrovie arriverà alla stazione marittima di Messina all’una meno un quarto, e da lì in poi monta la rabbia di Giacomo e Federica che si ritrovano in quella che, nelle ore notturne, è una zona molto degradata (il porto), da soli, a piedi, e con la macchina lontana qualche chilometro.

Tra poche ore dovranno sostenere alcuni importanti esami universitari e se pensano che nessun cartello avvisava gli utenti del mancato “funzionamento- del traghettamento nelle ore notturne, rimangono giustamente molto delusi e affranti dal malfunzionamento dei servizi tra le due sponde dello Stretto, geograficamente e naturalmente così vicine che basterebbe un po’ d’ingegno umano per renderle una sola cosa, invece al posto dell’ingegno sembra comandare l’incompetenza ed è assurdo che nel terzo millennio le due sponde dello Stretto sono molto più lontane di quanto la natura le abbia disegnate.

Giacomo e Federica sono costretti ad andare, in piena notte, a piedi dalla stazione marittima alla rada San Francesco: non ci sono tram né autobus a Messina nelle ore notturne e arrivano in macchina all’una e mezza, a letto alle due. Passano dalla rada San Francesco, non c’è traccia né segno di lavori in corso. Se ci sono davvero questi lavori, dove sono ?

Giacomo e Federica, però, viaggiano ogni tanto tra le due sponde per piacere, per divertimento, per incontrare i loro amici calabresi e per visitare zone della Calabria che non conoscono.

C’è, invece, chi è pendolare perché costretto dagli impegni quotidiani.

C’è chi viaggia quotidianamente per lavoro, per studio, per impegni professionali, e si ritrova a dover subire dei disagi che a volte portano a rischi serissimi di perdita del posto di lavoro o di ritardi nella carriera universitaria.

Valeria è Reggina, ma studia a Messina, facoltà di Scienze Politiche. Viaggia da quattro anni, e nei periodi delle lezioni (da settembre a dicembre e da marzo a giugno) viaggia in media 3 volte alla settimana.

– Valeria, hai mai riscontrato dei disagi nei collegamenti tra le due sponde dello Stretto?

-Si.Ci sono disagi soprattutto per quanto riguarda le prime corse della giornata, ovvero quelle più affollate. I ritardi sono la regola, e a volte le corse vengono soppresse senza preavviso. Per noi studenti è un problema perché si perdono le lezioni, ma questo si amplifica ancor di più quando ci sono gli esami-.

– Come mai saltano le corse senza preavviso?

-Non è sempre chiaro il motivo per cui saltano le corse. Solitamente per dei guasti dei mezzi.

Questo è quello che a volte ci dicono-.

– Da pendolare, come considera le tariffe? Sono troppo elevate?

-A mio avviso si. E questo non è giusto soprattutto se si tiene conto del fatto che chi studia e chi lavoro è “obbligato- a viaggiare.

Ma perché è così brutta e disagevole la situazione dei trasporti nello Stretto? Cosa pensate voi pendolari?

-Probabilmente il personale non è sufficiente quantitativamente e le corse vengono organizzate senza tener conto delle reali esigenze dei pendolari. Credo che non sia giusto che non ci sia una convenzione che permetta a studenti e lavoratori di avere degli sconti e delle agevolazioni, perché chi viaggia da turista una volta tanto non ha dei problemi gravi, ma chi ogni giorno deve combattere per spostarsi da Reggio a Messina e viceversa può andare incontro a problemi e disagi seri.

Reggio e Messina, ormai, vivono davvero come se fossero due quartieri di un’unica, grande, area metropolitana, e così negli ultimi anni si sono moltiplicati gli intrecci di situazioni politiche, economiche, sociali, ed è aumentato il numero dei viaggiatori tra le due sponde, non solo per lavoro e/o per studio ma anche per divertimento, shopping, sport, attività varie, amore, ecc. ecc.

Sì, anche amore.

Diego e Daniela, ad esempio (rispettivamente messinese e reggina) sono fidanzati da anni e solamente loro sanno quali sono i sacrifici che devono fare semplicemente per vedersi e stare insieme, pur abitando così vicino: c’è molta più distanza tra una zona e l’altra di Roma, Napoli, Milano o Torino eppure qui sembra di vivere in due mondi lontani e differenti, stando alla situazione dei trasporti.

E in tutto questo, la Caronte & Tourist continua a stare in silenzio. Il problema è sollevato da diverse settimane eppure non è stata rilasciata nessuna dichiarazione ufficiale dai dirigenti e dagli amministratori della ditta che, tramite gli uffici addetti, continua a dichiarare che le corse notturne non avvengono con Messina ma con Tremestieri per questi fantomatici “lavori in corso- che però nessuno riesce a vedere.

Cosa ancor più grave, però, che non intervenga il governo, lo stato, con le sue istituzioni. Il problema sta a monte. Sta, ad esempio, al fatto che gli aliscafi veloci Reggio – Messina viaggiano da sempre solo fino alle 20 e non hanno mai collegato nelle ore serali e notturne le due città.

Bisogna garantire un servizio almeno minimo alla cittadinanza, perché altrimenti quando ascoltiamo frasi del tipo “ qui al sud Italia in alcune cose siamo ridotti peggio del terzo mondo- non possiamo più classificarle come chiacchiere da bar, ma è la dura, triste, realtà.

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