Parlano i rappresentanti sindacali Certo, Amato e Gullotti chiedendo che una volta per tutte si metta in moto un meccanismo che punti all’effettivo recupero della cittadella fieristica
Per la rappresentante sindacale della UilTucs Maria Certo, la vicenda Fiera sembra ormai da tempo essersi trasformata in un fantomatico gioco dell’oca del quale si ignora l’arrivo e nel quale le regole delle caselle mutano di giorno in giorno, così come i giocatori che partecipano, a secondo di che vento politico tira. “I passi avanti – come la Certo tra anche nella veste di dipendente della Fiera – sono puntualmente vanificati da impegni assunti e mai portati a termine e dal completo disinteresse delle istituzioni. Sarebbe bello se si trattasse davvero di un gioco, se non fosse che in ballo c’è la sopravvivenza di un Ente che molto significa per Messina e per i messinesi e soprattutto il futuro di 14 lavoratori e delle loro famiglie”.
“Siamo convinti – spiega il segretario provinciale della UilTucs Eliseo Gullotti – che debba mutare profondamente la concezione che si ha a tutti livelli della Fiera. Una concezione vecchia di cinquant’anni che limita la Fiera di Messina quasi esclusivamente alle manifestazioni di agosto non considerando che l’Ente potrebbe rappresentare una reale occasione per lo sviluppo del territorio attraverso la valorizzazione tout court e 365 giorni l’anno delle eccellenze messinesi, in termini di manifatture, prodotti alimentari e perché no anche di bestiame, basti pensare al cavallo sanfratellano. Questo è l’unico modo per dare respiro ad un ente ormai in fin di vita. Solo attraverso una programmazione continua e ad ampio raggio si può assicurare infatti una stabilità occupazionale alle maestranze specializzate che all’interno della Fiera lavorano e garantire una importante occasione di rilancio per la messinesità. A patto però che la si finisca con i commissariamenti e si metta la struttura nelle condizioni di programmare a lungo termine”.
“La Uil – interviene Costantino Amato, segretario generale della Camera Sindacale Provinciale di Messina – chiede al Governo Regionale, alla Provincia e al Comune, e alla Camera di Commercio di fare una volta per tutte chiarezza sul futuro dell’Ente, attuando le procedure necessarie per lo spostamento nell’area dell’ex Sanderson, la più idonea a livello logistico, con la conseguente restituzione dell’affaccio a mare alla collettività, e la trasformazione in SpA. Nelle more – prosegue Amato – è necessario garantire continuità all’attuale gestione, non certamente con incarichi provvisori e a tempo determinato, riconoscendo a chi ha ben operato strumenti idonei ad una programmazione ad ampio respiro, necessaria a garantire vitalità, sviluppo e occupazione”.
“Se la Fiera deve continuare ad esistere – precisano la Certo, Gullotti e Amato – è necessario che vengano stabilite regole certe e che tutti le rispettino altrimenti sarà solo un dispendio di energie e risorse, e, tornando alla metafora del gioco dell’oca, ad una casella “avanti” ne seguirà sempre una “torna alla partenza”. E se il gioco dura troppo, si sa, la voglia di giocare passa”.
