Una “nuova” nave in servizio sullo Stretto. Partiranno a breve i lavori sul traghetto Logudoro

Una “nuova” nave in servizio sullo Stretto. Partiranno a breve i lavori sul traghetto Logudoro

Una “nuova” nave in servizio sullo Stretto. Partiranno a breve i lavori sul traghetto Logudoro

sabato 08 Maggio 2010 - 07:58

La scadenza del bando di riconversione è prevista per lunedi prossimo. Dopo la consegna dei lavori ci vorrano 150 giorni per vederla in riva allo Stretto

Scadrà lunedi prossimo, 10 maggio, il bando di riconversione del traghetto Logudoro, la “nuova” nave (classe 1988) che RFI-Bluvia impiegherà sulla tratta Messina-Villa S.G. al posto della già dismessa Sibari. L’intervento è finalizzato al riarmo e messa in esercizio come nave passeggeri in servizio sullo Stretto di Messina, oltre al mantenimento dell’idoneità a navigare come nave da carico sulla tratta Civitavecchia-Golfo Aranci (rotta che ha coperto per vent’anni fino alla sopressione del servizio passeggeri).

Il traghetto – così come previsto dal bando di gara – sarà sottoposto ad interventi per l’ottenimento del rinnovo di classe quinquennale, nonchè l’eliminazione di tutte le prescrizioni ad oggi presenti. In particolare verranno eseguiti lavori di carpenteria in ferro, sostituzioni tubazioni, revisione pompe, pulizie e trattamento di casse, lavaggi e pitturazioni; alcune lamiere dovranno essere sostituite o raddoppiate.

Saranno altrì eseguiti lavori di carpenteria navale per l’adeguamento al trasporto merci nocive e pericolose con adeguamento degli impianti elettrici, telefonici, di segnalazione e di illuminazione. Infine verrà revisionato l’impianto di condizionamento necessario in relazione al previsto utilizzo della nave sullo Stretto di Messina, con ridefinizione dei locali che occuperà l’equipaggio e di quelli aperti al pubblico. Il termine di esecuzione lavori decorrerà dal giorno successivo a quello del verbale di consegna lavori e non dovrà essere superiore a 150 giorni.

La nave Logudoro, entrata in servizio nel 1988 come traghetto ferroviario sulla cosiddetta “rotta Sarda”, è da considerarsi l’ultimo investimento delle Ferrovie dello Stato per rinnovare la flotta nella suddetta tratta. A differenza delle gemelle Villa e Scilla, progettate specificatamente per lo Stretto di Messina, ne differisce attualmente negli interni, avendo servizi alberghieri idonei per affrontare più di sette ore di navigazione. Essa inoltre possiede due motori da 8400 kw (anziché i quattro meno potenti delle gemelle) ed è dotata di un sistema di stabilizzazione più sofisticato e idoneo per il mare aperto.

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