Continua la riflessione-commento del nostro lettore sulla stato di incuria e degrado che purtroppo contraddistingue Messina anche agli occhi degli “stranieri”
Nell’articolo -cronaca di una giornata da turista-, mi chiedevo perché tanta trascuratezza in giro per le nostre strade. Perché tanto disinteresse. Molti lettori hanno avuto la cortesia di rispondermi perlopiù con commenti di rabbia e delusione che ho letto attentamente.
Io penso che la risposta sia nella mancanza di amore. Ho avuto l’opportunità di studiare a lungo la storia di questa sventurata città e nella sua miracolosa ricostruzione post-terremoto si legge un grande amore per questi luoghi da parte dei nostri padri. Amore nell’invitare, pur con pochi mezzi a disposizione, a progettare per la nuova città architetti del calibro di Coppedè o Piacentini. Amore nel fare di questo luogo un esempio delle tendenze architettoniche del loro tempo (dall’eclettismo al razionalismo). Amore nel cercare di salvare anche dalla dinamite degli speculatori ciò che era sopravvissuto al terremoto. Per questo mi si stringe il cuore a vedere i bei palazzi art déco sbriciolarsi per l’incuria, le belle e larghe strade diventare piste d’automobilismo, le chiese antiche, preziosissime testimonianze storiche, chiuse. Chi ci governa non ha soprattutto amore per questo luogo. Cosa si aspetta a fare (magari dentro palazzo Zanca, vicino al non accessibile antiquarium) una mostra multimediale permanente sulla storia di Messina, con immagini e percorsi? Sarebbe proprio di fronte alle navi da crociera!E quale opportunità per le nostre scolaresche visitarla! Cosa si aspetta a rendere fruibile tutto l’anno quel notevole esempio di architettura razionalista che è la Fiera? Cosa si aspetta anche solo a togliere un pò di erbacce? Cosa si aspetta, onore alla nostra storia, a lanciare un concorso di idee internazionale per un degno monumento alle vittime del terremoto e alla ricostruzione? Per quanto ancora il bellissimo chiostro del palazzo delle poste a piazza Antonello deve restare chiuso? E che dire della bella piazza del Popolo ridotta ad una squallida spianata di asfalto e auto?
Per quanto ancora Messina non avrà un museo degno di questo nome?
Io ritengo che la risposta sia una: un pò di amore verso queste nostre povere pietre e ai nostri politici, per favore, se non amore, almeno un pò di pudore.
correlato in basso il primo articolo
Fabio Pino
