Stamani avviata la demolizione del fabbricato abusivo di mille metri quadri. Buzzanca e Martello assicurano che è ad un passo il trasferimento al Comune delle aree demaniali già sbaraccate. In arrivo dalla Regione 200 mila euro
Le ruspe hanno riavviato i motori a Maregrosso. Stamani, presenti il sindaco Giuseppe Buzzanca e il comandante della Capitaneria di Porto, Nunzio Martello, sono stati avviati i lavori di demolizione del capannone degli ex cantieri Navalplastica, costruita sull’area di Maregrosso e sotto sequestro dal 13 aprile scorso: un’enorme struttura, priva di eternit, che occupa una superficie totale di ben 1.000 mq., abbattuta direttamente con i mezzi pesanti dell’autoparco e del personale comunale dell’assessorato al Risanamento, in sinergia con la Guardia Costiera. Il 20 agosto scorso si era sbloccato l’iter amministrativo e giuridico, e una volta “recuperati” i mezzi ed il personale per ripartire con le demolizioni, è stato dato il via libera alle operazioni.
Una sorta di “ultimo saluto” di Martello, che alla fine di questa settimana lascerà il comando della Capitaneria di Porto. L’eredità? «L’amore verso questa città», ha detto il capitano di Vascello, che proseguirà la sua carriera a Roma. Buzzanca stamani si è mostrato ottimista sui fondi per andare avanti: «Sono stati stanziati dalla Regione 200 mila euro – ha detto – e mancano solo gli ultimi adempimenti burocratici per incassarli effettivamente». Altro passo fondamentale per il “dopo” è la destinazione delle aree sbaraccate: Buzzanca e Martello hanno confermato che la Capitaneria ha già inviato alla Regione le documentazioni per il trasferimento delle aree demaniali al Comune e si attende solo l’ultima firma da Palermo. «A quel punto – ha aggiunto il sindaco – potremo partire con la messa a verde e l’installazione di impianti di illuminazione per restituire l’area alla città».
Certo, la strada non si può dire che non sia in discesa. Primo, perché c’è ancora molto da abbattere a Maregrosso. Infatti l’assessore alle manutenzioni Pippo Isgrò ha assicurato il medesimo iter per la demolizione di un’area adiacente di 400 mq. verrà avviato nei prossimi giorni: l’intoppo, però, sta nel fatto che avendo la copertura in eternit, la struttura necessiterà di particolari risorse finanziarie per lo smaltimento (i 200 mila euro famosi serviranno anche a questo). Il secondo motivo che rende poco agevole il percorso è il trasferimento delle attività artigianali presenti in zona. Bloccatasi la pista Iacp per il “vuoto” amministrativo dei vertici, nei prossimi giorni si terrà una conferenza dei servizi con l’Asi. «Andremo avanti – ha assicurato Buzzanca – e garantiremo una sistemazione alle attività artigianali, ma solo nel rispetto della legalità». Insomma, solo a chi è in regola.
(foto Dino Sturiale)
