Da fine giugno almeno dieci incidenti, alcuni gravi, fino alla tragica morte del 18 enne Marco Meesa. A settembre partiranno i lavori di rifacimento, ma troppo sangue è stato versato su quell’asfalto
In ogni angolo del mondo gli amanti dei misteri e del paranormale si dilettano a descrivere dei luoghi “maledetti”, delle strade “della morte”. Ma qui il paranormale non c’entra nulla: la Panoramica dello Stretto, che paradossalmente si accompagna all’aggettivo “Nuova”, è sì maledetta, ma per ragioni normalissime: le condizioni pietose in cui versa, il modo in cui è stata concepita, ossia una sorta di autostrada interna alla città, priva però degli accorgimenti che un’autostrada dovrebbe avere, con la conseguenza che la velocità spesso raggiunta dai veicoli, nonostante un “aleatorio” limite di 50 chilometri orari, abbinata al contesto descritto, provoca incidenti su incidenti. Impressionante la scia di quest’estate: dal 25 giugno ne abbiamo contati almeno dieci (ma forse ce ne sfugge qualcuno di più lieve entità). L’ultimo, purtroppo, dopo una serie di eventi quasi “miracolosi”, è costato la vita al giovane Marco Gaspare Meesa, 18 anni, una vita davanti e un unico torto: essersi trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato.
Marco si è ribaltato, assieme ai suoi amici illesi, il 23 agosto con la sua Clio, all’altezza del cimitero di Pace. Lo stesso giorno, proprio mentre ancora i soccorsi erano sul posto, poco più avanti, in corrispondenza del torrente Pace, un altro ragazzo, di 27 anni, ha perso il controllo del suo motociclo. Qualche giorno prima, il 5 agosto, un ragazzo di 20 anni è finito in rianimazione per aver sbandato con la sua auto all’altezza della facoltà di Ingegneria. Meno grave ma altrettante “spettacolare” (termine brutale, ce ne rendiamo conto) l’incidente del 29 luglio, quando un’utilitaria è finita su un albero. Sempre su un albero s’è schiantata un’altra utilitaria, una Yaris, il 26 luglio, con a bordo una ragazza di 25 anni miracolosamente illesa. Nello stesso giorno un’altra ragazza ha avuto lo stesso incidente, senza conseguenze, nello stesso punto, all’altezza del bivio per Curcuraci. Il punto maledetto per eccellenza, evidentemente, visto che il 14 luglio un uomo di 33 anni proprio lì ha perso il controllo della propria auto, così come, il 7 luglio, una donna di 38 anni, finita contro un guardrail e operata a Palermo. Due auto si sono invece scontrate il 26 giugno, senza conseguenze, mentre tanta paura ha avuto un giovane che si è ribaltato con la sua minicar il 25 giugno.
Troppo sangue versato, troppa paura e angoscia nelle famiglie di coloro i quali hanno visto la morte in faccia o, purtroppo, l’hanno conosciuta davvero. Finalmente sono stati appaltati i lavori per il rifacimento di quella strada maledetta: la Provincia li ha affidati, per 2 milioni 927 mila euro, ad un raggruppamento di imprese agrigentine, che avranno 545 giorni dalla consegna dei lavori per concludere. Si prospettano interventi per il rifacimento del manto stradale, costellato di dossi, buche e avvallamenti, ma anche e soprattutto la realizzazione di tre rotatorie in tre altrettanti punti cruciali, le discese verso la litoranea in zona Pace, Guardia e Papardo. La “promenade” dello Stretto, dovrà diventare, secondo il presidente della Provincia. Per carità, il detto meglio tardi che mai è doveroso tirarlo fuori. Ma è vero pure che per tante, tante persone, oggi è davvero troppo tardi.
