Il Capo della Protezione Civile ripercorre le tappe del post-alluvione sottolineando i passaggi chiave delle ordinanze approvate per affrontare l'emergenza. -Il governo è stato presente, massimo impegno anche da parte della struttura commissariale-. La -mazzata- sull'abusivismo, afferma, solo un monito, per il futuro
Tanti numeri e un immancabile riferimento al capitolo abusivismo, nell’informativa del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Guido Bertolaso illustrata questo pomeriggio al Senato. Il Capo della Protezione Civile, cifre e carte alla mano, ha ripercorso le tappe del post emergenza evidenziando l’impegno del governo e dell’intera struttura commissariale.
“Ad oggi – ha esordito – sono ancora 2054 le persone che restano lontane dalle loro abitazioni, impossibilitate a farvi ritorno. Il 94% di questi usufruisce dei contributi per autonoma sistemazione, mentre meno del 4% sono coloro i quali risultano ospitati in alberghi o in altre strutture. Per gli interventi necessari per l’assistenza e per interventi di messa in sicurezza e infrastrutturali sono gia’ stati spesi 139 milioni di euro, ma servono piu’ risorse, almeno altri 181 milioni di euro per trovare i quali serve lo sforzo del governo per individuare le poste economiche cui attingere-.
Dopo aver elencato i passaggi chiave delle ordinanze di Protezione Civile adottate dopo il primo ottobre, Bertolaso ha sottolineato come sul fronte della prevenzione, “si sia gia’ provveduto alla mappatura del territorio in base al rischio per la popolazione, passo indispensabile e preliminare per la messa in sicurezza dello stesso. Sono state individuate diverse zone, da quelle rosse, per cui e’ stabilita la delocalizzazione completa (degli immobili abitativi e di quelli economici e produttivi), fino a quelle verdi. Sono oltre 50 i cantieri aperti nei comuni interessati”.
Illustrata nei dettagli la situazione sotto il profilo finanziario: “Ad oggi sono stati stanziati 139 milioni di euro, dei quali 115 gia’ impegnati per interventi infrastrutturali, 22 per assistenza alla popolazione, mentre le somme rimaste possono garantire l’assistenza ulteriore alla popolazione-.
Complessivamente, spiega Bertolaso, questa somma e’ derivata per 60 milioni dai fondi Fas, dai fondi del ministero dell’Ambiente e da quelli della protezione civile (20 milioni ciascuno), 45 milioni dai fondi Fas 2007-2013, 10 mln dalle sanzioni amministrative comminate dall’Autorita’ garante della concorrenza. “Cio’ non di meno il commissario delegato – ha rimarcato ancora il sottosegretario – ha ravvisato la necessita’ di ulteriori 181 milioni di euro, 20 dei quali per rimborsi ad attivita’ produttive, 20 mln per ripristino alloggi danneggiati, 10 mln per ricostruzione di rimborsi, 23 mln per ulteriori interventi di assistenza alla popolazione. C’e’ da osservare – ha poi ricordato Bertolaso – che il piano nazionale di messa in sicurezza del territorio che ha stanziato la cifra globale di 1,1 miliardi di euro, riconosce ulteriori 24 milioni di euro alla Regione Sicilia-.
Non è mancato poi un accenno al problema del mancato pagamento al personale dei Vigili del Fuoco, per il lavoro effettuato sin da subito nei luoghi investiti dall’alluvione: “Richieste di rimborsi per un ammontare di 20 milioni di euro, che in base agli accordi stabiliti avrebbero dovuto essere pagati dal commissario delegato a far valere dai suoi fondi. Ci risulta – ha specificato Bertolaso – che ad oggi queste somme non siano state corrisposte-.
Particolarmente importante la conclusione dell’intervento. Bertolaso ha infatti annunciato che domani verrà sottoposta all’esame del Consiglio dei Ministri la proposta di proroga di un ulteriore anno dello stato di emergenza nei territori del messinese. Infine, come detto, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, non ha mancato di fare alcune precisazioni sulla questione del tanto discusso abusivismo da lui denunciato all’indomani del primo ottobre, e sul quale è poi tornato a parlare in occasione dell’ultimo appuntamento in Prefettura: “Se ho parlato in certi termini – afferma – non è stato per fare polemica ma solo perché mi sono basato sulla documentazione fotografica che ho avuto modo di vedere. I manufatti costruiti in quelle zone, a Scaletta e non tanto a Giampilieri, non sono certo di epoca medievale ma di recente realizzazione. E quando ho parlato di “mazzata” – conclude Bertolaso – l’ho fatto per far capire come certi eventi, in qualsiasi caso, debbano servire da monito”.
