Tanti i ragazzi che questa mattina al Palacultura hanno ascoltato con attenzione le parole di Mr. Green e che hanno deciso di aderire all’Associazione italiana donazione organi). Il presidente dell’Aido Messina Guido Bellinghieri: “Dal 1994 ad oggi la pratica dell’espianto degli organi ha subito un’impennata. Tante le persone che hanno ricominciato a vivere”
Uno sparo, poi il buio. Non era lui il destinatario di quella pallottola, ma il destino volle che a sacrificarsi fosse il piccolo Nicholas Green, un sacrificio che oggi, a distanza di 16 anni da quel maledetto 1 ottobre 1994, appare forse meno vano. Perché -grazie- alla morte del bimbo americano e al coraggio di papà Reginald e mamma Margie, altre sette persone, quattro adolescenti e due adulti, poterono rinascere per via dell’espianto degli organi autorizzato dalla coppia statunitensi. Da allora il numero degli interventi, soprattutto in Italia, è aumentato esponenzialmente, segno tangibile di come la vicenda di Nicholas abbia lasciato un ricordo indelebile nella vita di molti.
Quei tragici momenti sono stati rivissuti questa mattina da Reginal Green, ospite d’onore della “Giornata della donazione” organizzata dalle sezioni provinciali dell’Aido di Messina, Catania, Ragusa e Siracusa, dal Centro Regionale Trapianti e Kiwanis Club service di Messina, al PalaCultura. Il papà del piccolo Nicholas ha raccontato a quanti hanno affollato il salone del Palazzo di viale Boccetta, cosa significhi, ancora oggi, convivere con la tristezza di non poter vedere più quel sorriso, ma con la profonda consapevolezza che esso continui ad -esserci- sugli sguardi di quanti hanno ricominciato grazie a suo figlio.
Il presidente dell’Aido di Messina, il prof.Guido Bellinghieri, Direttore della Clinica di Nefrologia del Policlinico di Messina, ha ringraziato il sig. Green, a cui è stato consegnato un premio, ricordando poi l’importanza di mantenere sempre alta l’attenzione e il dibattito sul tema della donazione degli organi. Particolarmente toccanti le testimonianze di alcuni trapiantati nelle fasi finali del convegno, parole che permettono di capire fino in fondo l’importanza del gesto più difficile ma al tempo stesso più generoso di chi patisce l’immenso dolore da parte di chi soffre la perdita di un proprio caro.
A ringraziare personalmente il sig. Green anche il primo cittadino Giuseppe Buzzanca: ”Quell’episodio commosse tutta l’Italia ed ha riconfermato anche oggi, 16 anni dopo, l’apprezzamento della città per la decisione di allora di autorizzare l’espianto degli organi di Nicholas, permettendo a tre pazienti di sottoporsi agli interventi di trapianto”.
(foto Sturiale)

