La presentazione della Spaziani, è stata fatta dal Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò
Nel salone delle Bandiere di Palazzo Zanca si è svolta la cerimonia per il conferimento della Cittadinanza Onoraria a Maria Luisa Spaziani, poetessa già docente di Lingua e Letteratura Francese all’Università di Messina. A consegnarla è stato l’assessore alla toponomastica, Carmelo Santalco, a conclusione dell’iter di approvazione della delibera da parte del Consiglio Comunale, rappresentato stamani dal presidente, Giuseppe Previti.
Durante la cerimonia la Spaziani, dopo avere ringraziato la città per il riconoscimento concesso, ha letto alcune poesie dedicate a Messina a cui ha fatto seguito l’intervento della prof.ssa Maria Gabriella Adamo, ordinaria di Linguistica Francese alla Facoltà di Scienze della Formazione, già allieva e collaboratrice della Spaziani, nel periodo del suo insegnamento all’Università di Messina. Il saluto dell’Università è stato portato dal professore Angelo Sindoni, in rappresentanza del Rettore, Franco Tomasello. La presentazione della Spaziani, è stata fatta dal Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, figura di rilievo anche sul versante letterario, svolgendo da tempo un’intensa attività di poeta, scrittore (gli si deve il romanzo “Ricorda di dimenticarla”, finalista al Premio Strega del 1999) e saggista.
Maria Luisa Spaziani, torinese e romana di adozione, ha esordito in poesia nel 1954 con “Le acque del Sabato” ne “Lo Specchio” di Mondadori. Da allora si sono susseguiti a un ritmo costante almeno altri dieci libri maggiori: da “Il Gong” (1962) e “Luna lombarda” a “Utilità della memoria” (1966), “L’Occhio del ciclone” (1970), “Transito con catene” (1977), “Il mio Sud” (1980), “Geometria del disordine” (1981, Premio Viareggio), “La Stella del libero arbitrio” (1986), fino a “I fasti dell’ortica” (1996), a “La traversata dell’oasi” (2002), “La luna è già alta” (2006) e al recente “L’incrocio delle mediane”, del 2009 (San Marco dei Giustiniani; Premio Dino Campana). Traduttrice, autrice di racconti e di pièces teatrali, la Spaziani ha inoltre pubblicato il poema-romanzo in ottave “Giovanna d’Arco” (1990), che ha avuto particolare fortuna anche sulla scena, insieme a “La vedova Goldoni” (1997), in edizione bilingue. In prosa, vanno fra l’altro richiamate “Donne in Poesia” (Marsilio, 1992), la raccolta narrativa “La Freccia” (2000) e alcune sillogi di aforismi. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue. E’ in stampa nei “Meridiani” di Mondadori il volume delle sue Opere poetiche complete. Sempre nell’ambito della poesia, anche nel tentativo di coinvolgere poeti, pubblico non specializzato e giovani, Maria Luisa Spaziani ha fondato il “Centro Internazionale Eugenio Montale” e l’omonimo Premio, entrambi attivi, con grande risonanza, dal 1982 al 2003. La sua attività critica e divulgativa continua nei Seminari “Inediti in Biblioteca”, promossi e ospitati dalla Camera dei Deputati a Palazzo S. Macuto. Tra gli innumerevoli premi vinti i Premi calabresi “Reghium Julii” e “Città di Acri”. Fra le onorificenze ricevute: Cavaliere di Gran Croce nel 2003; Commandeur des Palmes Académiques, a Parigi, nel 2006. Candidature al Premio Nobel nel 1990, ‘ 92 e’97. Gli anni del suo insegnamento nell’Ateneo messinese, fra il 1964 ed il 1993, alla Facoltà di Magistero (ora Scienze della Formazione), allora diretta da Antonio Mazzarino, hanno segnato l’instaurarsi di una fitta rete di rapporti ancora oggi perduranti, “in affettuosa consonanza”, con studenti siciliani e calabresi, allievi, colleghi, poeti ed amici, in una feconda sinergia con la vita accademica e culturale della Città di Messina. Come lei scrive, “quegli anni di grandi scoperte, avventure, illuminazioni, sono in parte entrati nel tessuto della [mia] poesia”.
