7 giorni a Messina, lo scontro Siracusano-De Luca e il silenzio del centrodestra

7 giorni a Messina, lo scontro Siracusano-De Luca e il silenzio del centrodestra

Marco Olivieri

7 giorni a Messina, lo scontro Siracusano-De Luca e il silenzio del centrodestra

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domenica 03 Maggio 2026 - 11:02

Dopo un primo intervento, quando è esploso il caso regionale la coalizione ha lasciato il duello Basile-Scurria alla sottosegretaria: "Elezioni a rischio"

di Marco Olivieri

7 GIORNI D’ORDINARIA FOLLIA – Che cosa è avvenuto a Messina questa settimana? Al centro della scena le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio con la sfida a 5 tra Basile, Russo, Sciacca, Scurria e Valvieri. Domina soprattutto il caso delle liste senza firme presentate da Sud chiama Nord.

In realtà, giovedì c’è stato il via libera alle 15 liste riconducibili a Federico Basile – così come a tutte le altre – da parte della commissione elettorale chiamata a verificare la regolarità della documentazione presentata. Per il candidato del centrodestra, Marcello Scurria, invece, 14 su 15 liste di ScN avrebbero dovuto essere escluse a Messina perché, per presentarsi alle elezioni amministrative, sarebbe stata necessaria la raccolta delle firme. E il riferimento nel simbolo al partito di Cateno De Luca, presente come gruppo politico all’Ars, non le esentava dalle firme.

Un primo intervento del centrodestra sul caso firme e poi il silenzio

“La commissione elettorale – ha tuonato la sottosegretaria e vicesindaca designata Matilde Siracusano – si assume una responsabilità senza precedenti. Le elezioni così vengono falsate”. Da qui uno scontro durissimo con De Luca. Così quest’ultimo: “Denunzieremo tutto all’autorità giudiziaria purché non consentiamo a nessuno di continuare ad attentare al libero esercizio del voto”.

In questo caos politico il resto della coalizione del centrodestra ha preferito non intervenire, dopo un primo attacco il 26 aprile (“Sulle firme insulti a Scurria da De Luca, silenzio colpevole di Basile”).

Le interpretazioni di questa scelta possono essere molteplici: o si preferisce delegare il tema caldo alla sottosegretaria Siracusano e al candidato sindaco o prevalgono, ma è solo un’ipotesi, degli imbarazzi. Possibili imbarazzi dato che la vicenda ha investito la Regione siciliana e indirettamente il presidente Schifani, chiamato in causa da De Luca. In Giunta c’è anche l’esponente messinese di Fratelli d’Italia Elvira Amata. E nessun big, da Germanà alla stessa Amata, si è più pronunciato.

In ogni caso, domani il centrodestra presenta le sette liste per le amministrative e si coglie implicitamente la volontà di tornare alla contesa elettorale.

Scurria: “Dopo le elezioni la città commissariata”

Esplicite le dichiarazioni del candidato Scurria: “Chiunque diventerà sindaco, lo sarà per pochi mesi. E chi ha fatto questo azzardo ha condannato la città ad essere commissariata”.

L’avvocato ha parlato di un parere secretato dal capo dell’Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana in base a un decreto del presidente della Regione datato 16 giugno 1998. Secretato perché si tratta di “pareri resi dall’Avvocatura dello Stato e dall’Ufficio legislativo e legale della Regione in relazione a una lite in potenza o in atto e la inerente corrispondenza”. E il ricorso al Tar dopo le elezioni è lo scenario previsto da Scurria, con l’ipotesi di un commissariamento a Messina dopo pochi mesi.

L’immagine è di repertorio.

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