L'incontro nell'ambito delle iniziative che i ragazzi di -Unime in protesta- stanno organizzando nell'aula di ex-chimica occupata in segno di protesta.
L’università di Messina e le infiltrazioni della criminalità organizzata negli anni scorsi, è stata al centro di un dibattito tenutosi oggi pomeriggio presso l’aula -ex-chimica- dell’Università di Messina. A tenere il seminario è stato Antonio Mazzeo, lo scrittore che negli anni novanta con il suo libro -Le mani sull’università di Messina- raccontò come la criminalità organizzata si fosse radicata all’interno della nostra università controllandone parte dell’attività e anche notevoli flussi di denaro che venivano -gestiti- dalle ‘ndrine calabresi.
Il racconto di Mazzeo ripercorre la storia dell’università dagli anni ’70 fino ad arrivare al famoso -verminaio- di Messina del 1998, anno in cui le inchieste giudiziarie fecero tremare l’intera istituzione. Un mix di fatti che hanno visto coinvolti pezzi di politica, massoneria, mafia, magistratura e imprenditoria e che inevitabilmente hanno inciso sulla qualità dell’offerta formativa dell’ università oltre che sulla partecipazione degli studenti allo sviluppo della stessa. E proprio questo il punto che ha portato i ragazzi di -Unime in protesta- ad organizzare questo dibattito, nei giorni in cui è accesa la polemica per la designazione dei rappresentanti degli studenti in seno alla commissione per la redazione del nuovo statuto dell’università. In fondo all’articolo l’intervista ad Antonio Mazzeo
