Fra i settori più colpiti dall'emergenza Covid anche il crocierismo. Cali di fatturato per il turismo naturalistico in Sicilia
Servizio di Silvia De Domenico
“I viaggi, le vacanze sono cose umorali. In pandemia la paura ha vinto su tutto“, così Nazzareno Foti, noto operatore del settore turistico messinese ci racconta la crisi nera degli anni 2020-21. E continua: “Il nostro è stato il settore più compromesso. I dati del turismo organizzato parlano di perdite che arrivano al 90-95% negli ultimi due anni“.
Se per un’agenzia che si occupa di portare in giro per il mondo i viaggiatori (turismo outgoing o in uscita) i numeri sono così allarmanti, non è andata diversamente per tour operator che si occupano di portare qui in Sicilia i viaggiatori provenienti dall’estero (turismo incoming o in entrata).
Ecco cosa ci racconta Igor Fedele, che opera nel settore del turismo naturalistico. “Noi ci occupiamo di viaggi a piedi, trekking, cicloturismo, barca a vela: insomma tutto quello che comporta spostamenti attenti all’ambiente e alla natura. Come tour operator incoming abbiamo avuto un calo di fatturato importante: da 800.000€ nel 2019 a 200.000€ nel 2020“. Numeri che raccontano senza troppi giri di parole il segno che la pandemia ha lasciato nelle loro vite professionali. Solo nella sua agenzia, infatti, i dipendenti sono passati da 3 a 1.
Ecco le aspettative (o le speranze) degli operatori del settore turistico e crocieristico per la prossima stagione. Cominciano ad arrivare le prime prenotazioni per i mesi estivi e questo fa bene sperare. E conclude Igor: “Ovvio che non ci sono i numeri che facevamo nel 2019, ma ci auguriamo che vada comunque meglio dell’anno appena trascorso”.
