AAA diritti cercasi: dibattito organizzato dall’associazione “Malarazza”

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AAA diritti cercasi: dibattito organizzato dall’associazione “Malarazza”

giovedì 19 Dicembre 2013 - 10:48

Gli interventi dei relatori hanno consentito di delineare un quadro normativo giuridico che in tema di immigrazione, sia a livello nazionale che europeo, è ancora caratterizzato da troppi e “colpevoli” vuoti normativi

Anche quest’anno, come avviene ormai dal 2000, si celebra la Giornata internazionale dei diritti dei migranti. Diritti che purtroppo, come mostrano le vergognose immagini girate nel centro di “accoglienza” di Lampedusa che hanno già fatto il giro del mondo, vengono troppo spesso calpestati. Delle difficoltà e dei tanti vuoti normativi legati alla mancanza di una legislazione, nazionale ed europea, che regoli in modo organico la questione dei flussi migratori e dei diritti fondamentali da riconoscere a coloro che giungono sulle nostre coste attraversando il Mediterraneo, si è discusso nel corso dell’incontro organizzato questa mattina presso l’aula Buccisano del Dipartimento di Scienze giuridiche, su iniziativa dell’associazione “Malarazza”, in collaborazione con le associazioni Gea Universitas e Università Eclettica. A prendere parte alla mattinata di studi, moderata dalla giornalista Elena De Pasquale, i professori Lina Panella, Giovanni Moschella, Concetta Parrinello e i dottorandi Giulia Colavecchio e Gianni Toscano.

L’appuntamento, dal titolo “L’Italia sono anche io”, riprende il nome dell’omonima Campagna, organizzata a livello nazionale, che due anni fa ha dato il via alla raccolta firme (oltre 200 mila quelle raccolte) per la presentazione di due proposte di legge di iniziativa popolare riguardanti l’acquisizione della cittadinanza per gli stranieri nati e cresciuti in Italia (affermazione ius soli) e l’ottenimento del diritto elettorale per gli stranieri che lavorano in Italia con regolare contratto da più di cinque anni. Nonostante tali proposte siano state depositate alla Camera ormai da tempo, allo stato attuale nell’agenda parlamentare non vi è ancora traccia degli interventi normativi richiesti. Un primo passo in avanti, così come emerso anche durante l’intervento della professore Panella “La cittadinanza nel diritto internazionale”, potrebbe essere la ratifica, da parte del nostro Paese, della Convenzione sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei loro familiari, che allo stato attuale l’Italia ha firmato ma non, appunto, ratificato. Un’accettazione “monca”, dunque, che come spiegato dalla professoressa Panella, ha determinato il «non riconoscimento agli stranieri dei loro diritti politici». “Focus” dell’analisi effettuata dal professore Moschella, cui è spettato rivolgere anche i saluti del rettore, Pietro Navarra, “La parabola dei diritti dei migranti nella legislazione italiana”. Nell’evidenziare come l’Italia, a partire dagli anni ’70 in poi, sia diventato un paese ad alta densità di immigrazione, il docente di diritto pubblico ha posto l’accento sulla necessità di affermazione dello ius soli, ovvero l’acquisizione della cittadinanza per l’appartenenza al territorio e non esclusivamente per vincoli di sangue.

Approfondita analisi sulla condizione di “Detenzione amministrativa dei migranti nel diritto internazionale”, è invece stata effettuata dalla dottoranda in diritto internazionale Giulia Colavecchio. Il cui intervento si è concentrato anche sul “caso Messina” e sulla realizzazione, presso l’impianto sportivo Pala Nebiolo, di «un centro che di fatto è diventato un punto di smistamento, per cui non è però prevista alcuna fattispecie giuridica». Spazio poi al “diritto di ricongiungimento familiare” con la relazione della professoressa Concetta Parrinello, riguardante gli ostacoli legislativi incontrati dai migranti per poter raggiungere i parenti già presenti in Italia. L’analisi conclusiva è invece toccata al dottor Gianni Toscano, dottorando in diritto del lavoro su “Asilo politico e principi costituzionali”. «Siamo molto soddisfatti per il buon esito dell’iniziativa e per l’ampia partecipazione degli studenti», ha commentato il presidente dell’associazione “Malarazza”, Simone Coletta.

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