L'Mpa si astiene su una mozione sul Piano Triennale Opere Pubbliche presentata da una parte del Pdl, che per tutta risposta abbandona l'aula su una mozione di Cerreti, facendo cadere il numero legale e scatenando l'ira degli alleati
I segnali arrivati nelle ultime settimane facevano presagire che qualche equilibrio stava per saltare, ma nella seduta pomeridiana dal consiglio provinciale lo scontro tra il Popolo dalla Libertà e il fronte unito Mpa-Udc è sfociato apertamente durante i lavori d’aula. Tutto ciò, nonostante il presidente Nanni Ricevuto in vista della sua prima visita in consiglio che si terrà venerdì, avesse lavorato in questi giorni per cercare di far tornare l’armonia tra i vari gruppi, ma anche sul rapporto tra civico consesso e amministrazione. Una serie di incontri “privati- tra ieri e oggi con le varie componenti della maggioranza, che a quanto pare però non sono bastati per evitare che la bomba scoppiasse. Ma andiamo con ordine.
Dopo l’esposizione di quattro articoli 23, si passa ai punti agli ordini del giorno. Il presidente Salvino Fiore chiede il prelevamento di due punti, il 10 e il 7. Si comincia proprio con la trattazione del punto 10, una mozione del Gruppo Consiliare “Gioventù della Libertà- ed altri avente per oggetto l’Approvazione del Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2009-2011, presentata lo scorso 6 ottobre. La richiesta è molto semplice: si reclama all’amministrazione di non redigere autonomamente e senza un confronto con l’aula il testo e poi portarlo in consiglio solo per l’approvazione, ma anzi tenere in considerazione eventuali suggerimenti. Una richiesta che il consigliere Pippo Lombardo, intervenuto per primo sulla mozione, ha rivolto direttamente all’assessore Pasquale Monea, presente alla seduta: “Ci eravamo lasciati votando di fretta e furia il precedente Piano delle Opere pubbliche, preparato dalla precedente giunta, con l’impegno che ci saremmo visti per lavorare insieme sul nuovo programma – spiega. Ma ora veniamo a conoscenza che gli uffici competenti stanno già predisponendo un documento. Ci domandiamo dunque, il Consiglio non potrà apportare nessuna modifica? Non potremo incidere sulla programmazione?-. L’assessore Monea chiede di intervenire subito, anche perché contemporaneamente si sta tenendo la riunione di giunta alla quale risulta assente. Ma sono ancora i consiglieri a tenere per sé il “palco-. Prende la parola il veterano del Pdl Angelo Passaniti, dopo del quale inizierà lo “show- pomeridiano del Consiglio. Definisce la mozione “scontata-, un pretesto per mettersi in evidenza e voler apparire come i primi della classe: “Sappiamo tutti che molti dei problemi legati alle Piano Opere Pubbliche sono di carattere tecnico e quindi è giusto che vengano ascoltati i tecnici-. Poi aggiunge: “Riguardo alla tempistica scopriamo l’acqua calda-.
Ma la prima scarica di tensione in l’aula la provoca il solito Pino Galluzzo, che esordisce invitando Passaniti (del suo stesso partito ricodiamo) a farsi un controllo “psichiatrico- per le corbellerie sparate. Passaniti per tutta risposta abbandona l’aula, ma il battibecco continua tra il consigliere di Barcellona e Massimo De Domenico (Forza Azzurri), che prende le difese di Passaniti. Cerca di riportare l’ordine “l’ecumenico- presidente Fiore, che invita a non scatenare la “bagarre- e a concentrarsi sulla questione trattata. Fiato perso. Galluzzo continua a provocare leggendo i venti “primi della classe- che hanno firmato il documento, poi rientra nel merito: “Non accettiamo che il testo arrivi in aula come al solito in ritardo e poi di corsa approvarlo con la testa al bilancio. Penso che anche nell’interesse dell’assessore al ramo può essere utile il confronto. Se ci sono opere che non sono più utili, che non sono più finanziabili, togliamole, oppure viceversa se c’è qualcosa che manca o e incompleta, inseriamola o modifichiamola. Studiamo il territorio e vediamo quale opere servono, e pianifichiamo seriamente rintracciando le esigenze-. Un discorso che per molti è anche condivisibile, ma sicuramente sbagliato nei modi in cui è stato esposto. Lo sottolinea Summa de “Il Centro con D’Alia-, che definisce il consiglio peggio di un condominio, nonostante al momento dell’insediamento riponesse molte speranze in esso, soprattutto per la presenza dei più giovani: “C’è un regolamento che puntualmente non viene rispettato – sbotta. Questa è una commedia: uno scappa, l’altro se ne va, l’altro insulta, invece di cercare di produrre. Io adesso mi sento l’ultimo della classe, nonostante i quattro mandati che mi porto sulle spalle-. Per l’ennesima volta si perde di vista l’argomento principale e si pensa più alle questione politiche interne al centrodestra, mentre l’opposizione per il momento sta a guardare. Il termometro sale nuovamente quando lo stesso Summa definisce le movenze di Lombardo simili a quelle dei pupi siciliani. Volano urla da una parte e dall’altra, Branca si alza e tenta di prendere le difese della sua sponda politica, mentre anche il saggio Summa perde la pazienza e si lascia andare allo scontro verbale, invitato a calmarsi dai consiglieri dell’Mpa preoccupati per il suo stato di salute. Summa rientra sul binario costruttivo sottolineando l’importanza di terminare tutte le opere ancora in sospeso e chiedendo particolare attenzione per il progetto Patti-Taormina. Progetto che però, come spiegherà il suo compagno di partito Rosario Sidoti, è già previsto nel Piano triennale.
Galluzzo riprende la parola chiedendo scusa formalmente a Passaniti, ma è troppo tardi perché il suo collega è gia lontano da palazzo Dei Leoni. Entra in scena l’opposizione, con Salvatore Miano del Pd: “Favorevole alla mozione, però auspico che quello che succede non si verifichi più. Mi sono chiesto è ‘utile’ fare due ore di strada per non fare niente?-. Rosario Sidoti esorta tutti a tornare a discutere della mozione, ma Filippo Miracula del Pdl sembra non sentirci e continua a rivolgersi a Galluzzo, abbandonando successivamente l’aula per solidarietà nei confronti del suo capogruppo. Irrompe Carlo Cerreti (Mpa) con una mozione d’ordine e chiede la convocazione immediata dei capogruppo per evitare l’ulteriore protrarsi della polemica, visto che molti consiglieri si sono ulteriormente prenotati per parlare. Le acque sembrano calmarsi perché si decide tutti, di comune accordo, di lasciare rispondere l’assessore Monea, rinunciando all’esposizione del proprio punto di vista. L’assessore spiega: “E’ una mozione che mi da maggiore forza di agire sempre sulla scorta del percorso che avevo immaginato. Tecnicamente però non è pensabile che il programma possa essere assemblato in aula, va assemblato prima, anche tramite le indicazioni che voi mi vorrete dare e ancora prima dell’approvazione della giunta. In aula si deve portare un aggiornamento, un programma che abbia tutte le caratteristiche necessarie per avere l’ok del consiglio. Però assicuro a tutti che non si tratterà di un Piano già confezionato e ribadisco che il lavoro preparatorio non sarà impostato sulla privazione dell’aula di alcuna prerogativa. Quando in linea di massima sarà pronto, prima dell’approvazione della giunta, lo presenterò a voi in commissione-. Lombardo non è soddisfatto e replica: “Che metodi dovremmo usare per rapportarci con lei? I “pizzini-? Non è stato chiarito nulla rispetto a ciò che avevamo sollecitato-. Le dichiarazioni di voto anticipano quello che da li a poco sarebbe accaduto: Gulotta dell’Mpa che motiva l’astensione del suo gruppo e Sidoti per l’Udc, che come spesso fa per senso di responsabilità, si dice favorevole, ma previa discussione in commissione del piano triennale. Si va al voto e la mozione passa con 21 favorevoli e 5 astenuti, tutti dell’Mpa. Una presa di posizione che porterà la questione da interna al Popolo della Libertà a più ampia e più grave.
Galluzzo chiede il rinvio dei lavori alle 10:30 di venerdì 21, in concomitanza con l’audizione prevista del Presidente Ricevuto (dunque ovvio l’ulteriore rinvio). Ipotesi che non va bene a Cerreti, che a titolo personale propone la trattazione dell’ordine del giorno successivo che porta la sua firma, con mezz’ora di indubbio sacrificio per i colleghi, in modo da non rimandare la questione per molto tempo. Nessuno nega questa possibilità, almeno apparentemente. Si passa dunque ad analizzare la mozione sulla donazione ad associazioni di Volontariato del vestiario giacente nei magazzini dell’Istituto Iria, presentata l’1 agosto scorso. Espone proprio Cerreti, sciolinando nel dettaglio il tipo di prodotti che si trovano nell’Istituto e illustrando a chi potrebbero essere destinati: Caritas, Unicef, ma anche associazioni che operano nel territorio purché siano onlus e non abbiano scopo di lucro. Danno parere positivo Francilia, Miano, Tonino Calabrò, Summa e Andaloro, ma l’aula va “stranamente- pian piano svuotandosi. Quasi tutto il Pdl ha lasciato soli gli altri (due) gruppi, probabilmente per ripicca per la precedente astensione. Si vota, ma per raggiungere il numero legale manca un consigliere (si arriva a 22).
Uscendo dall’aula l’aria che si respira è piuttosto tesa, con i consiglieri Mpa e Udc davvero delusi e sconcertati per l’atteggiamento assunto dal maggiore partito, numericamente parlando, del centrodestra. Uno degli esponenti autonomisti arriva perfino ad affermare: “Non dovremmo intervenire mai più in risposta alle prossime mozioni che presenteranno. Se abbiamo le “palle-, usciamole. Vediamo se ci uniamo, se hanno ancora i numeri. Dobbiamo stare ai giochi di cinque…-. Escono sconcertati per quanto accaduto anche i rappresentanti dell’opposizione, che sicuramente nei prossimi giorni cavalcheranno l’onda di quanto accaduto. L’avversario ha mostrato in modo lapalissiano il fianco, dando ulteriore prova di quanto sia sottile il filo che lega la maggioranza. Il fronte Udc-Mpa intanto, dopo la proposta di “intergruppo comunale- arrivata dal senatore Gianpiero D’Alia (al quale pare non aderirebbe ufficialmente la corrente Naro), sembrerebbe consolidarsi proprio in risposta alla baracca “barcollante e presuntuosa- del Pdl, che per non rompere il giocattolo dovrebbe cominciare in maniera determinata a lavare in casa propria i panni sporchi, “mediando-, in considerazione pure del fatto che le spaccature tra Comune e Provincia sono molto probabilmente figlie di rapporti non sempre locali. Anche perché è vero che il partito di Berlusconi ha la forza dei numeri, ma allo stesso tempo se centristi e autonomisti dovessero “mettersi insieme- non sarebbe poi così facile, anzi. Intanto la seduta è stata rinviata a domani, ancora alle 16:30. Prevista la seconda parte dei fuochi d’artificio: per lavorare per la collettività c’è tempo…
(Nelle foto Passaniti e Cerreti)
