Leone Brigheli alla presidenza dell'Ugc Cisl Messina

Leone Brigheli alla presidenza dell’Ugc Cisl Messina

Redazione

Leone Brigheli alla presidenza dell’Ugc Cisl Messina

lunedì 09 Febbraio 2009 - 01:04

Leone Bringheli è stato confermato alla guida dell’UGC Cisl di Messina. L’elezione a presidente dell’Unione Generale Coltivatori della Cisl è avvenuta oggi nel corso del Congresso tenutosi presso il Salone della Cisl di Messina alla presenza del presidente regionale Benedetto Cucinella e del segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese.

Bringheli, nel suo mandato, sarà coadiuvato dalla presidenza composta da

Celestino Latino e da Fabio Franchina. Nella sua relazione, il presidente dell’UGC ha parlato degli effetti che la grave crisi sta riflettendo sul settore. “Le Aziende agricole siciliane in particolare sono quelle che stanno subendo più di tutte – ha sottolineato Bringheli – basti pensare al controllo dei prezzi che in Italia non esiste. La beffa , per le nostre Aziende, è che vedono arrivare nelle proprie tasche le briciole della filiera. Per la Sicilia

l’Agricoltura rappresenta quello che il per Nord rappresentano le fabbriche, quindi chiediamo al Governo regionale maggiore attenzione e una seria programmazione. L’agricoltura siciliana ha bisogno di infrastrutture e di mezzi di trasporto in grado di raggiungere in poco tempo i migliori mercati europei, dove i nostri prodotti sarebbero apprezzati e valorizzati. Altrimenti le oltre 100 mila aziende agricole dell’isola rischiano un vero e proprio collasso. E’ necessario – ha continuato Bringheli – un impegno politico di tutto il Governo regionale per affrontare con urgenza, determinazione e concretezza la difficile situazione dell’agricoltura isolana. Vanno, quindi, approvati interventi immediati per fronteggiare la più grave crisi agricola che

si sia mai verificata dal dopoguerra e che si evince dalla caduta dei prezzi sui campi che nel solo 2008 sono scesi del 7,2% ( grano -65%, olio -40%, vino -40% ) e dell’ascesa vertiginosa dei costi dei fattori di produzione ( +60% concimi, +30% fitofarmaci). È urgente la riforma degli enti strumentali, dall’Esa, all’istituto regionale della Vite e del Vino, ai Consorzi di Bonifica, accompagnati da interventi per rafforzare il sistema infrastrutturale, dalle piattaforme logistiche, ai porti, alle autostrade, alle ferrovie, in assenza delle quali non è possibile parlare né di competitività, né di prospettive per il settore agricolo siciliano. La grave situazione economica e finanziaria in cui versano decine di migliaia di aziende agricole siciliane, necessita di una urgente approvazione di misure finalizzate a favorire le ristrutturazione a medio e lungo periodo delle esposizione debitorie agrarie e l’accesso al credito senza prestazione di garanzie. L’UGC chiederà l’approvazione di una legge di proroga delle cambiali

agrarie a causa della crisi che ha colpito il settore primario e l’approvazione di una legge regionale che estenda alla Crias la competenza per l’erogazione di linee di credito anche alle aziende agricole.

La riorganizzazione e ristrutturazione degli enti e degli istituti strumentali della Regione per l’Agricoltura deve partire dalla soppressione dell’Esa e la costituzione di una struttura consortile per la promozione, valorizzazione e assistenza alla commercializzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari; la riforma dei Consorzi di Bonifica, riduzione del loro numero e ottimizzazione dell’organico alle reali esigenze funzionali. Utilizzazione dei fondi comunitari per migliorare l’efficienza della rete di distribuzione irrigua e riduzione dei costi dell’acqua. La costituzione di una “ cabina di regia “ o realizzazione di un “protocollo d’intesa operativo” tra tutte le Autorità proposte ai controlli sanitari, doganali, compresi quelli relativi alla

destinazione finale dei prodotti importati dai Paesi terzi; l’avviamento iniziative per contrastare la criminalità nelle campagne; la realizzazione di un tavolo di confronto con altri rami dell’amministrazione regionale che si occupano di industria, artigianato, commercio, turismo e cooperazione per favorire la multiattività e la multifunzionalità delle aziende agricole. Ma –

conclude – chiederemo anche interventi nazionali a favore delle aziende agricole siciliane con la proroga per i prossimi tre anni della fiscalizzazione dei contributi previdenziali a carico delle aziende che assumono manodopera e che siano ubicate nelle aree svantaggiate e nelle zone montane”

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