Definitivi i sigilli alla villetta e i terreni della famiglia del boss al 41 bis che voleva ricostruire il clan sotto un nuovo triumvirato
Barcellona Pozzo di Gotto – Dopo il 41 bis e il sequestro, arriva la confisca per il boss di Barcellona Mariano Foti. Il Tribunale misure di sorveglianza, accogliendo la richiesta dei magistrati della Dda Vito Di Giorgio e Fabrizio Monaco, ha confermato il sequestro di beni disposto circa un anno fa, definendo con la confisca i sigilli all’abitazione e i due terreni agricoli, tutti intestati ai familiari.
I sigilli dei Carabinieri ai beni considerati riconducibili a Mariano Vito Foti erano scattati a maggio dello scorso anno per il patrimonio stimato intorno ai 150 milioni di euro. Oggi tutto passa definitivamente allo Stato, in attesa della eventuale pronuncia della Corte di Cassazione.

Mariano Foti è considerato dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina un esponente di vertice del clan del Longano, al carcere duro dal dicembre scorso dopo il coinvolgimento nella maxi retata antimafia con oltre 80 arresti scattata a febbraio 2022.
Il provvedimento arriva dopo l’analisi della documentazione contabile dell’uomo e dei familiari, che avrebbe rivelato una sproporzione tra il patrimonio e i redditi dichiarati.
Già condannato in passato con sentenza definitiva per associazione mafiosa, Mariano Foti è stato condannato a 20 anni per l’accusa di aver tentato di ricostruire il clan del Longano, dopo i tanti colpi delle Forze dell’ordine, intorno all’alleanza con Ottavio Imbesi, ne, frattempo scomparso, e Carmelo Vito Foti. Oltre a droga, prostituzione, spaccio ed estorsioni, il nuovo triumvirato voleva rimettere sotto il proprio controllo e assicurare alla cassa comune anche i proventi dei lavori dell’ecobonus.
