Questa mattina consegnate al sindaco Buzzanca le sedicimila firme contro la chiusura dell'Ospedale Piemonte. Il primo cittadino non ha risparmiato “stoccate” nei confronti dell'assessore regionale alla sanità: «Io faccio il medico da trent'anni e sono un tecnico del settore, lui un magistrato»
Un incontro iniziato con il sorriso in ricordo dei bei tempi passati «Quest’aula mi fa venir in mete quando ho fatto l’esame di chirurgia» e conclusosi con parole di fuoco nei confronti dell’assessore regionale alla sanità Massimo Russo. La parole sono quelle pronunciate questa mattina dal sindaco Buzzanca nel corso della conferenza indetta dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil per consegnare al primo cittadino le sedicimila firme delle petizione contro la chiusura dell’Ospedale Piemonte. Firma che nel giro di qualche secondo diventano diciassettemila con l’aggiunta dell’”autografo” rilasciato dallo stesso Buzzanca.
Un gesto sufficientemente eloquente quello del sindaco che, come affermato poi nel corso del suo intervento, in un’aula Magna che piano piano è andata affollandosi di medici, personale sanitario, infermieri e “curiosi”, non ha nessuna intenzione di «fare politica e speculare su una questione di primaria importanza come quella della sanità messinese». Chiaro il riferimento del primo cittadino le cui dichiarazione hanno un interlocutore “privilegiato”, l’assessore Russo appunto, a cui il numero uno di Palazzo Zanca non risparmia certo critiche e commenti roventi in merito all’operato svolto, con particolare riferimento alla riforma sanitaria che entrerà in vigore solo dal primo settembre.
Un precisazione temporale che Buzzanca non fa certo a caso, ma che al contrario utilizza come assist per dare il via ad un’ “arringa” contro il deputato della giunta Lombardo: «Le dichiarazioni che Russo ha rilasciato al Corriere della Sera sul risparmio di circa 400 milioni nella sanità siciliana grazie alla sua politica, sono solo delle assolute falsità. E ciò perché la nuova legge che, così come impostata non condivido per nulla, sarà “valida” solo da settembre per cui quanto fatto finora non è certo attribuibile al piano di Russo. Bisogna dunque stare molto attenti alla bugie che cercano di propinarci: su tutte l’idea che l’accorpamento sia l’unica strada da percorrere per risparmiare. Anche questa una grande menzogna che sottende ad una logica ben diversa, quella cioè di voler privare Messina di alcuni centri fondamentali del comparto sanità, a vantaggio di altri. Voci di corridoio – afferma Buzzanca come un fiume in piena – parlerebbero persino di un altro accorpamento».
Un discorso ben preciso, a tratti interrotto da qualche intervento proveniente dagli “spalti”, che nel giro di qualche secondo assume un’inevitabile piega politica da cui il sindaco intende però tirarsi fuori: «È una vicenda in cui andrò fino in fondo senza tirare in ballo la mia appartenenza politica: non è mia intenzione far diventare la sanità messinese un terreno di scontro tra Mpa e Pdl – dichiara il primo cittadino riprendendo l’affermazione di uno dei rappresentanti sindacali intervenuti ad inizio incontro –. Anzi faccio un’affermazione da profeta: sono certo che tra qualche giorno Lombardo, di concerto con lo stesso Russo, nominerà 17 manager (riferendosi ai componenti della giunta ndr) che saranno tutti i primi non-eletti dell’Mpa. Ci troviamo ad uno stato di clientelismo puro, altro che Cuffaro e Aiello. Ecco perchè affermo che forse sarebbe meglio commissariare il settore sanità» tuona Buzzanca che tuttavia si augura di poter stabilire con l’assessore alla sanità rapporti più sereni rispetto a quelli avuti fino a questo momento.
Un’affermazione difficile tuttavia da “leggere” nell’ottica del discorso complessivo del primo cittadino, che torna a ribadire l’importanza dell’Ospedale Piemonte nell’ottica del servizio sanitario cittadino grazie alla posizione centrale che permette dunque un facile ed immediato raggiungimento della struttura: «L’assessore Russo – riparte Buzzanca – a differenza del sottoscritto che lavora nella sanità da più di trent’anni, è un magistrato e dunque forse non si rende conto delle conseguenze che la sua politica potrebbe determinare anche a scapito dei malati. Ecco perché non è immaginabile accorpare il Piemonte privando la città di un punto di riferimento. A questa soluzione che inoltre non genera i risparmi paventati dal rappresentante regionale, io ne contrappongo una ben diversa: quella cioè di alzare il livello della qualità in modo da attrarre a Messina il maggior numero possibile di utenti che non avranno dunque necessità di spostarsi altrove. Per darvi un’idea di come il piano targato Russo è stato concepito – aggiunge Buzzanca – vi dico solo che a Lipari è stato eliminato il reparto di ostetricia».
Un’analisi a 360 gradi quella effettuata dal primo cittadino che a giorni consegnerà le firme al prefetto Alecci e allo stesso Russo: «Deve rendersi conto che Messina non ha intenzione di piegare la testa, e per farlo dobbiamo restare uniti». Un’ultima battuta quella riservata alla convenzione da firmare con l’università a cui prenderanno parte esperti incaricati di curare gli interventi strutturali da effettuare al Piemonte e che a breve dovrebbe andare in porto.
(foto di Dino Sturiale)
