Medico “assenteista” forniva prestazioni private non autorizzate tra Messina e Catania, contestato danno erariale da 373 mila euro

Medico “assenteista” forniva prestazioni private non autorizzate tra Messina e Catania, contestato danno erariale da 373 mila euro

Redazione

Medico “assenteista” forniva prestazioni private non autorizzate tra Messina e Catania, contestato danno erariale da 373 mila euro

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    lunedì 19 Ottobre 2026 - 10:33

    CATANIA (ITALPRESS) – La Procura regionale della Corte dei Conti di Palermo ha citato in giudizio un medico chirurgo estetico, operante nelle province di Catania e Messina, contestandogli un danno erariale di oltre 373 mila euro. Il provvedimento fa seguito agli accertamenti condotti dalla Guardia di Finanza di Catania, che avrebbe ricostruito lo svolgimento di attività libero-professionale privata non autorizzata da parte del medico, nonostante avesse optato per il regime intramoenia presso l’ospedale di appartenenza e percepisse la relativa indennità di esclusività.

    Secondo quanto emerso dalle indagini, riferite al 2021, il professionista avrebbe effettuato prestazioni presso studi medici privati nelle province di Catania e Messina e per una società di lavoro interinale, anche in giorni e orari in cui risultava in servizio presso la struttura pubblica.

    Avrebbe inoltre operato in una clinica privata del Messinese, dove altri medici sarebbero stati indicati come autori delle prestazioni nelle cartelle cliniche e nelle fatture. Gli approfondimenti delle Fiamme Gialle hanno riguardato anche la documentazione extracontabile acquisita nello studio del chirurgo, che avrebbe permesso di ricostruire i compensi percepiti in nero per trattamenti di chirurgia estetica. Decisive, in questo ambito, le informazioni raccolte da oltre 130 pazienti e l’analisi delle annotazioni alfanumeriche riportate nell’agenda personale del professionista, utilizzata per registrare gli importi incassati privatamente.

    L’atto di citazione è stato notificato anche al primario del reparto ospedaliero, alla clinica privata e a un altro medico, ritenuti responsabili in solido del danno erariale. Al primario viene contestata la mancata vigilanza sull’effettiva presenza del chirurgo durante i turni di servizio, mentre l’altro professionista avrebbe consentito che il proprio nome comparisse, al posto di quello del collega, nella documentazione sanitaria e fiscale della clinica.

    – Foto GDF –

    (ITALPRESS).

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