Sciopero generale, Usb Palermo "In piazza contro guerra e carovita"

Sciopero generale, Usb Palermo “In piazza contro guerra e carovita”

Redazione

Sciopero generale, Usb Palermo “In piazza contro guerra e carovita”

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    venerdì 30 Ottobre 2026 - 13:38
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    PALERMO (ITALPRESS) – “Oggi come USB abbiamo lanciato un grande sciopero generale. Mettiamo al centro di questo paese coloro che ogni mattina si alzano e vanno a lavorare e contribuiscono alla ricchezza di questo paese, su cui invece è calato il peso pesantissimo del carovita. Oggi scioperiamo contro guerra e carovita, perché fondamentalmente questo paese continua a investire in armamenti. Entro il 2035 il 5% sarà investito in armamenti vari in riarmo, mentre invece gli investimenti in istruzione e sanità rimangono sotto il 4%. È un paese che va verso la guerra e non verso la pace”. Così, Luigi Del Prete, responsabile di Usb Palermo, a margine della manifestazione organizzata nel capoluogo siciliano, che ha ha visto scendere in piazza, lavoratori, gente comune e tanti studenti.
    “Non ce la facciamo più – aggiunge Marco Militello della Federazione del Sociale Usb – Si va avanti di decreto sicurezza in decreto sicurezza, ma non si cerca una risposta reale effettiva ai problemi. I nostri problemi invece li conosciamo. L’assenza di edilizia pubblica, l’assenza di una riforma del lavoro, salari bassi, tetti che cadono sulle teste di studenti e studentesse. Quello che invece noi vogliamo è la pace. Quello che noi vogliamo è lo stop del genocidio in Palestina, salari adeguati, vogliamo case perché la casa è un diritto per tutti e per tutte. Vogliamo un salario che si colleghi direttamente al carovita”. “Noi come Cambiare rotta siamo in mobilità permanente dall’inizio dell’anno accademico. Siamo partiti quest’anno con posti letto non assegnati agli studenti fuorisede, agli studenti internazionali – sottolinea lo studente universitario Andrea Catania, di Cambiare Rotta -. Abbiamo montato le tende proprio in segno di protesta contro tutto ciò. Io credo che questo non sia una casualità, ma è semplicemente il frutto di scelte di un governo, di una governance universitaria che ormai ha altre priorità rispetto al diritto allo studio”.
    xd6/vbo/gtr
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