Dura omelia dell'arcivescovo di Patti che chiede "azioni incisive a tutte le istituzioni"
Il santuario di San Giacomo a Capizzi è gremito dentro e fuori per i funerali di Giuseppe Di Dio, il sedicenne ucciso durante la sparatoria di sabato sera. Stretti intorno ai familiari non ci sono soltanto gli altri parenti, la comunità capitina, i giovani amici e compagni di scuola di Giuseppe, ma anche le istituzioni della provincia messinese e i rappresentanti di tanti altri comuni le cui amministrazioni hano voluto unirsi al lutto del centro montano nebroideo, proclamato per oggi dal sindaco Leonardo Principato Trosso.
“Perdonaci per i silenzi”
A celebrare i funerali è stato il vescovo di Patti monsignor Guglielmo Giombanco, che dalla navata principale ha scosso con parole forti e dirette l’intera comunità che seguiva l’omelia tra emozione, sofferenza e un dolore composto. “Caro Giuseppe, ti chiediamo perdono perché non siamo stati capaci di impedire questa tragedia, per i ritardi, per i silenzi, per le comunicazioni alle quali non sempre sono seguite azioni incisive che avrebbero impedito alla mano omicida di compiere quel gesto folle, oggi non saremmo qui a piangere”.
Comunità ferita che chiede sicurezza
“Preghiamo per questa comunità ferita, smarrita e impaurita – ha detto Giombanco – che chiede a tutti, istituzioni civili, ecclesiastiche ed educative, azioni forti perché simili tragedie non si ripetano più. Azioni incisive che impediscano a menti deviate di compiere il male e togliere la serenità ai cittadini”.
Intanto va avanti l’indagine dei Carabinieri per chiarire i ruoli dei Filaro all’interno della vicenda. Ieri il 19enne Giacomo che ha sparato, il fratello Mario e il padre Antonino sono stati interrogato dalla giudice Maimone di Enna che ha confermato per tutti il carcere. Giacomo non ha risposto alle domande, salvo dichiarare che padre e fratello non erano coinvolti nei propositi omicidi. Ieri pomeriggio l’autopsia sul corpo del 16enne, eseguita a Catania, ha confermato che ad uccidere Giuseppe Di Dio è stato un colpo, probabilmente di rimbalzo, che lo ha attinto nel punto vitale del collo.

Dove erano le forze dell’ordine quando questa “gente per bene” minacciava a destra e sinistra chiunque?