C'un fermo per il giallo di Fondo Saccà. Oggi l'autopsia e gli altri esami scientifici chiave
Messina – C’è un fermo per la morte di Mario Molinaro, il cui corpo senza vita è stato trovato nell’abitazione di Fondo Saccà sabato scorso. Si tratta di un 63enne che è già stato interrogato dalla Polizia, e che va ad aggiungersi, nella lista degli indagati, al vicino di casa 76enne che compare tra gli indiziati perché sarebbe stato l’ultimo a vedere la vittima viva, venerdì sera. E’ stato sempre lui a chiamare gli agenti, sabato mattina, dopo essere entrato in casa del vicino ed averlo trovato riverso a terra con un tubo di plastica stretto attorno al collo. Questa la versione del macabro ritrovamento reso agli investigatori quando è stato interrogato alla presenza del suo difensore, l’avvocato Giovanni Calamoneri.
Suicidio o omicidio?
Inizialmente si era ipotizzato un suicidio ma il tubo di plastica ed altri elementi emersi durante il sopralluogo della Scientifica nella casetta di fondo Saccà hanno spinto la sostituta procuratrice Giorgia Spiri, titolare del caso, ad approfondire l’ipotesi di omicidio volontario, iscrivendo nel registro degli indagati i due vicini di casa del pensionato. Per il 76enne al momento si ipotizza il favoreggiamento.
Autopsia e altri accertamenti
Oggi il passaggio fondamentale delle indagini: l’autopsia che dovrà intanto stabilire esattamente le cause della morte del pensionato trovato cadavere a Fondo Saccà. La PM Spiri affiderà l’esame ad un medico legale, probabilmente il dottor Pomara di Catania, che dovrà capire se il 73enne è morto effettivamente per soffocamento e se è possibile che si tratti di un suicidio o se sono altre le piste da seguire.
Fondamentali anche i risultati degli esami scientifici sui tanti reperti prelevati sul posto: lo stesso tubo di gomma, altri elementi repertati a casa della vittima e del vicino, elementi dei due sospettati. Tutti i dati saranno incrociati per arrivare alla verità.
