A Messina c'è chi dice: "Aiutiamoli ma nelle loro baracche" - Tempo Stretto

A Messina c’è chi dice: “Aiutiamoli ma nelle loro baracche”

Rosaria Brancato

A Messina c’è chi dice: “Aiutiamoli ma nelle loro baracche”

venerdì 08 Novembre 2019 - 07:45
A Messina c’è chi dice: “Aiutiamoli ma nelle loro baracche”

La "pazza idea" di destinare l'ex hotel Riviera ha suscitato l'irritazione dei perbenisti e di quanti dicono sì al risanamento, ma nei recinti.....

Mi ha molto colpito un commento facebook all’articolo “Pazza idea: l’ex Hotel Riviera all’ArisMe”.

Cari perbenini noi abbiamo dignità

In mezzo a tanti messaggi d’intolleranza o fastidio, c’è stata una signora che ha scritto: “Carissimi Signori che abitate negli appartamenti e vi sentite i Perbenini della città Vi comunico che la gente che abita nelle baracche non è gente di serie B. Ma siamo gente con tanto di dignità e di rispetto per il prossimo. Non vuol dire che abitare in baracca significa ladri omicidi e feccia. Abitare nelle baracche non è stato il più delle volte una scelta. Ma un bisogno .Vivendo al Sud non sempre si hanno dei bei posti di lavoro. E molti di noi siamo la nuova generazione di coloro che già abitavano in baracche. Ebbene vi dico a voi tutti che giudicate: Signori si nasce non si diventa.Voi potete essere signori di case di soldi .Ma noi che viviamo nelle baracche siamo signori di animo.Tranne le pecore nere che sono ovunque. Sia nelle baracche che negli appartamenti. Dio vi benedica e vi ammorbidisca il cuore affinché possiate essere più sensibili per i meno fortunati”

Siamo tutti uguali

In un diluvio di messaggi contro Scurria, contro l’amministrazione, contro i baraccati, contro chiunque provi a fare qualcosa a Messina, c’è stata una signora che, con tanta dignità e senza usare parolacce ha raccontato in modo semplice un fatto elementare: siamo tutti uguali. Siamo uomini. Con le nostre pecche e i nostri pregi.

I “condomini borghesi….”

I ladri, la “feccia”, i furbi, molto spesso a Messina hanno giacca e cravatta. Abitano in condomini borghesi e non pagano le tasse, la Tari e l’Amam. Però giudicano.

La carità radical chic

Ogni tanto si “puliscono la coscienza” facendo carità pelosa, oppure, in modo molto radical chic, si dicono favorevoli al risanamento. Così, in senso lato, come le aspiranti miss si dichiarano a favore della pace nel mondo.

Gestione clientelare delle baracche

Purtroppo decenni di gestione clientelare delle risorse per il risanamento hanno trasformato una realtà drammatica in un bacino elettorale da tenere al laccio con impegni tutti e solo al futuro.

La cultura della baracca

Le baracche sono state strumentalizzate da TUTTI. Dalla politica che ne ha approfittato per mietere voti, dalla stampa nazionale che periodicamente ci mette in prima pagina come simbolo di un mondo primitivo, da chi fa opposizione facile accendendo i riflettori su una situazione incancrenita. Infine dagli stessi abitanti perché nel frattempo si sono creati fenomeni di malcostume legati alla “cultura della baracca”.

L’ex albergo ridotto in macerie

Quella di Marcello Scurria, presidente di ArisMe, è solo una “pazza idea”: ovvero partecipare al bando per l’ex Hotel Riviera per destinare quell’immobile che da 20 anni è ridotto in modo vergognoso, alle famiglie provenienti dagli ambiti di sbaraccamento. In realtà sarà molto difficile perché se il bando fosse di 10 milioni l’ArisMe non potrebbe partecipare. Il nocciolo però è un altro.

Risanamento sì ma nei recinti

L’ArisMe sta incontrando enormi difficoltà nell’acquistare case sul mercato. Quando le acquista si ritrova davanti agli uffici a protestare I VICINI DI CASA degli assegnatari, che gridano alla vergogna di avere nella porta accanto un ex baraccato. Come se avessero la peste. Come se fossero portatori sani di chissà quale cattiva tendenza o malcostume.

Il risanamento secondo ampie fasce di messinesi va bene ma solo NEI RECINTI.

Da qui la reazione scomposta di molti perbenisti di fronte alla provocazione di Scurria. Un immobile ridotto in modo da fare schifo lo accettiamo in silenzio per quasi 30 anni, ma ci ribelliamo all’idea che possano in futuro abitarlo persone che hanno vissuto con l’amianto, la muffa,  i topi, le zecche.

Aiutiamoli a casa loro……

Ci puliamo la coscienza periodicamente mettendo nei programmi elettorali e nei proclami delle associazioni la liberazione di Messina dalle baracche, purchè però avvenga nei ghetti e non ci riguardi.

Insomma, parafrasando Salvini con i migranti : “aiutiamoli nelle loro baracche”.

Stessi pregiudizi sui terroni

Questo sì che è vergognoso. Usiamo gli stessi pregiudizi che sono stati usati nei confronti dei nostri nonni al nord, quando nessuno voleva affittare o avere come vicino di casa un terrone. Sui social appena poche settimane fa ci siamo indignati tutti nel commentare la storia della donna pugliese alla quale una signora bergamasca non voleva affittare la casa. Ci indigniamo con i pregiudizi degli altri.

La cosa più incredibile è che a contestare l’idea di ArisMe siano quanti dovrebbero, per inclinazione politica e sociale o per quanto proclamato nel corso dei decenni, essere FELICI se si danno risposte ai baraccati.

Invece no, forse perché queste famiglie disperate c’è chi vuole che restino così. C’è a chi fa comodo. O, peggio ancora, se le risposte le dà quest’amministrazione sono intollerabili. Piuttosto preferirebbero che l’ex Hotel Riviera crollasse o marcisse per sempre.

L’anima radical chic di Messina, quella della carità pelosa, preferisce i ghetti, preferisce manifestare la domenica mattina, ma poi di corsa tutti a pranzo con i nostri cari.

Invece sporchiamocele le mani ogni tanto, tocchiamo il dolore, l’umanità dell’altro. L’altro SIAMO NOI.

Keep calm

Tranquilli, lo status quo non sarà turbato dall’arrivo di “orde di baraccati” dietro l’uscio di casa vostra. Tranquilli, vedrete che la proposta di ArisMe farà risvegliare imprenditori pronti a “salvare” quella palazzina, che Messina ha dimenticato per 20 anni, dall’arrivo dei brutti, sporchi e cattivi.

Potremo continuare a dire che siamo favorevoli al risanamento e che De Luca fa solo propaganda. Potremo continuare a lasciare marcire i soldi della legge 10 nei cassetti della Regione, a perderli perché non li usiamo, potremo continuare a lasciare i baraccati nei ghetti, a far trascorrere 20 anni per costruire casermoni incompleti e orrendi ma ben distinti dalle nostre case perbene.

Solo i ricchi guardano il mare??

Chi per quasi 30 anni se ne è fregato dell’ex Riviera ora storce il naso dicendo che quella è zona di fronte al mare. Ma quindi stare di fronte al mare è esclusiva dei ricchi?

Concludo con la frase della signora: spero vi si ammorbidisca il cuore.

Rosaria Brancato

Articoli correlati

Tag:

4 commenti

  1. Quando la Magistratura indagò sull’acquisto del Riviera, dalla perizia di ufficio venne fuori che la struttura è idonea a sopportare carichi piuttosto leggeri, che non vanno oltre ad un letto ed un armadio, tipico di un albergo.
    Proprio per questo, la Provincia dovette rinunciare a trasferire parte degli uffici in questo stabile.
    Usare il Riviera per ospitare i baraccati significherebbe mettere a repentaglio il fabbricato e la vita degli occupanti.

    0
    0
  2. Questo articolo mi ha fatto ricordare . Che conosco tanta gente che vive nelle baracche .
    Lo avevo. Dimenticato!! È questo vuol dire solo una cosa… Che sono persone meravigliose, umane, rispettose , disponibili,le pecore nere ci sono ovunque ,io ne ho conosciute tante..ma nei quartieri alti!!
    Solo un cervello vuoto può giudicare le persone dall’ abitazione!!

    0
    0
  3. Condivido pienamente con Eugenia.

    0
    0
  4. Condivido pienamente con Eugenia

    0
    0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Tempostretto.it - Quotidiano on line della Città Metropolitana di Messina

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Rosaria Brancato direttore responsabile-coordinatrice di redazione.

Danila La Torrevice coordinatrice di redazione.

info@tempostretto.it

Telefono 090.9018992

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007