Primo giorno di lavori al Policlinico, con tanti aspetti su cui confrontarsi: dalla pandemia alla guerra in Ucraina, passando per tecnologie e comunicazione
MESSINA – Il XX Congresso nazionale dell’Aimc, l’Associazione italiana di medicina delle catastrofi, è sbarcato a Messina. Ieri il primo giorno dei lavori, in cui si è fatto il punto su parole chiave come flessibilità, multiprofessionalità, formazione, pianificazione strategica, innovazione e comunicazione, tutti elementi da mettere in campo nella gestione di una maxi emergenza come la pandemia e i conflitti bellici.
Un accento particolare è stato posto sull’esperienza, purtroppo maturata di recente, del conflitto russo-ucraino. “In un contesto terribile come quello delle catastrofi, e lo stiamo vedendo in questo periodo con le immagini e i racconti che ci arrivano dall’Ucraina – ha detto il dottor De Luca, presidente del XX congresso nazionale AIMC e pediatra – il binomio mamma-figlio è doppiamente vittima. Il ruolo del pediatra in questa associazione è quello di favorire, garantire sempre e comunque un’assistenza particolare alle madri e ai loro bambini. Sono le persone che chiedono di meno e che molto spesso hanno di meno. È importante assistere sempre e comunque con le giuste attenzioni, perché il bambino non è un piccolo adulto e la mamma è una donna in condizioni particolari e ha bisogno di assistenza specifica”.
Si è parlato inoltre, dei vantaggi rappresentati dall’introduzione di innovazioni e strumenti tecnologici, come l’air mobility con l’uso dei droni, la telemedicina e i sistemi visual per la gestione delle risorse, per far fronte alle maxi emergenze. La quarta sessione della giornata è stata dedicata all’importanza della simulazione e dell’addestramento delle figure professionali nell’ambito di una corretta formazione, fondamentale per evitare di farsi cogliere impreparati in caso di una grande emergenza sanitaria e sociale. Si è parlato di comunicazione in pandemia, tanto verso l’interno quanto verso l’esterno, ma anche dell’affidabilità dei canali di informazione e delle fonti primarie. E tra gli aspetti di cui si è discusso c’è stata anche la medicina veterinaria nelle emergenze non epidemiche. Infine la simulazione di una mensa da campo, allestita nel piazzale antistante il palazzo dei congressi del Policlinico.
