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Abusivismo a Salina, gli affari del sindaco: dalla lottizzazione abusiva ai contatti con l’Asp

Alessandra Serio

Abusivismo a Salina, gli affari del sindaco: dalla lottizzazione abusiva ai contatti con l’Asp

venerdì 06 Settembre 2019 - 15:28
Abusivismo a Salina, gli affari del sindaco: dalla lottizzazione abusiva ai contatti con l’Asp

Gli altri particolari dell'inchiesta dei Carabinieri sull'abusivismo a Santa Marina e i protagonisti eccellenti

A fine agosto 2013 l’allora sindaco di Santa Marina Salina Massimo Lo Schiavo, il tecnico comunale Giuseppe Caravaglio e l’allora comandante della stazione dei Carabinieri, Stefano Gimmi, sono in via Sanità per un sopralluogo a casa di Maria Carmela Alì e Salvatore Grillo.

Il problema è una cucina abusiva, realizzata nell’abitazione, che così va oltre la cubatura consentita. Nell’atto del sopralluogo, però, la unica irregolarità riscontrata saranno degli infissi di alluminio che andrebbero sostituiti. Infissi che non verranno rimossi, perché successivamente il tecnico comunale, malgrado l’ordinanza di rimozione, non “si accorgerà” che ci sono ancora.

Quello di casa Alì-Grillo è soltanto uno degli esempi di irregolarità scoperte dai Carabinieri nel corso dell’inchiesta Isola Verde. A Santa Marina, scorrendo il dossier della Procura di Barcellona, tra il 2013 e il 2015, gi abusivismi tollerati, consentiti se non quando “incoraggiati”, sono stati parecchi.

In via Risorgimento la società Didyme dell’avvocato Pietro Aiello – già componente del Coreco – la veranda abusiva è stata abbattuta oltre i tempi prescritti, malgrado le carte redatte dai tecnici comunali attestino che l’operazione è avvenuta regolarmente, col risultato che la procedura di sanatoria è stata archiviata. (ndr- si precisa che il ristorante Didyme non ha nulla a che fare con la società omonima e con l’inchiesta e non è stato oggetto d’indagine).

In via S. Neri, nell’ottobre 2013, i depositi della Gelba di Gaetano Basile sono diventati sulla carta locali commerciali. In cambio, ipotizza la Procura, di 50 mila euro, “incassati” da Lo Schiavo nel 2015.

Nell’estate del 2014 il vice sindaco Domenico Arabia ha dovuto “chiudere un occhio” sull’ordinanza sindacale che disponeva il blocco dei lavori per il periodo estivo alla struttura ricettiva “I cinque balconi” di proprietà di Lo Schiavo, dove invece i lavori sono proseguiti regolarmente. E dove, peraltro, la hall della struttura era catastata come vano dell’adiacente negozio Carpe Diem, di proprietà dello stesso primo cittadino.

Nel 2016 il giornalista Mario Primo Cavalieri deve sdoganare un piano di lottizzazione che secondo gli investigatori viene fatto passare per complesso turistico in zona C3, un agriturismo insomma, mentre in realtà si tratta di abitazioni private di pregio. Un piano di lottizzazione in zona vincolata che passa anche grazie a due pareri della dirigente della Sovrintendenza Mariella Vinci,sulla regolarità dei quali i carabinieri di Salina nutrono molti dubbi. Tanti i colloqui intercettati tra il 2014 e il 2017 che fanno sospettare agli investigatori che anche i sopralluoghi sul cantiere da parte dei tecnici del comune furono irregolari.

All’epoca Lo Schiavo mirava ad un posto nella Giunta regionale di Rosario Crocetta, e sperava di ingraziarsi il giornalista e ottenere la sua intercessione, scrivono gli investigatori, mentre per il capo ufficio tecnico comunale Garavaglio ci sarebbe stato “un regalino”.

Nel luglio del 2014 venne controllato il Bar Alfredo di Pietro e Angelo Oliveri. Andava chiuso. Ma il “solito” sindaco si è attivato con il dirigente Asp Gaetano Sirna per ritardare la chiusura a dopo l’estate. E così fu. Per il parcheggio di via Piccolo Torre, a Malfa, la ditta Loveral di Carmelo Pinto Vraca avrebbe adoperato cemento impoverito, nel 2015.

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