Accoglienza, orientamento, tutela: il lavoro del Polo sociale integrato a Messina

Accoglienza, orientamento, tutela: il lavoro del Polo sociale integrato a Messina

Redazione

Accoglienza, orientamento, tutela: il lavoro del Polo sociale integrato a Messina

domenica 12 Aprile 2026 - 19:34

Oltre mille persone assistite. Un punto di riferimento per l’inclusione e la tutela dei cittadini stranieri nel territorio metropolitano

MESSINA – Oltre mille persone assistite dal 2022 per l’Hub locale del Progetto Supreme. Un modello che si consolida e offre sempre più servizi, più punto di riferimento per l’inclusione e la tutela dei cittadini stranieri a Messina e provincia, gestito dalla Cooperativa Medihospes in partnership con il Comune di Messina. Un impegno concreto e costante confermato da numeri significativi illustrati: 400 nuovi utenti negli ultimi 18 mesi, più di 300 consulenze legali, 170 mediazioni linguistiche e più di 200 percorsi di orientamento al lavoro. Una scuola di lingua italiana con otre 150 iscritti, un Polo mobile operativo su tutta l’area metropolitana, e ancora una applicazione mobile e una web radio appena avviata (Radio Polo Sociale).

Convegno sul lavoro del Polo sociale integrato a Messina

Numeri. sinergie e relazioni istituzionali al centro del convegno ospitato venerdì nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca. Un’occasione di confronto tra istituzioni, enti e operatori del settore per consolidare la rete e renderla ancora più efficace nel contrasto allo sfruttamento e nella promozione della legalità. Dopo l’introduzione ai lavori e la presentazione dei risultati del Polo da parte di Benny Bonaffini, responsabile regionale della Medihospes e del Consorzio La Cascina, il programma ha previsto tre tavoli tematici con interventi di sostanza da parte dei principali interlocutori istituzionali del Polo nelle sue diverse aree di intervento ed azione.

A Palazzo Zanca focus sull’emersione del lavoro irregolare, i detenuti, le vittime del decreto flussi e i migranti “invisibili”

Il primo tavolo di lavoro dedicato alla tutela legale e all’emersione del lavoro irregolare è stato introdotto dalla relazione di Giovanni Villari, esperto sui temi della tratta e dello sfruttamento lavorativo.  Tre i relatori della sessione: la viceprefetta Matilde Mulè, a capo della cabina di regia prevista dal primo protocollo operativo  (a livello regionale) per l’identificazione delle vittime di sfruttamento lavorativo,  Elio Tozzi, Project Manager regionale del Progetto Su.Pre.Me 2 che finanzia 46 Poli Sociali nelle 5 Regioni del Sud (e che vede la Regione Siciliana come capofila), e di Enrico Zaccone, Dirigente dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, che ha evidenziato la carenza di personale per le attività ispettive e chiesto il sostegno del Polo per un supporto nelle attività di “intelligence” grazie ai mediatori culturali.

Il secondo focus è stato dedicato i nuovi utenti del Polo Sociale: studenti universitari, detenuti e vittime del decreto flussi, immigrati spesso “invisibili” per il territorio. Il professore Giovanni Moschella ha evidenziato la presenza significativa degli studenti stranieri – ormai più di 4.000 – e la necessità di nuovi servizi come quelli offerti dal Polo (che ha già supportato 141 studenti, in particolare con i corsi di lingua italiana).  La Direttrice della Casa Circondariale “V.Madia” Romina Taiani ha fatto emergere il contributo di Medihospes e del Polo nella presa in carico di detenuti stranieri prossimi alla dimissione che presentano difficoltà di reinserimento (perché privi di riferimenti familiari). Infine, Isabella La Fauci del CPI di Messina ha rimarcato la necessità di verifiche puntuali sui contratti legati al “Decreto Flussi” (con la possibilità di individuare irregolarità e potenziali vittime di sfruttamento) e ricordato la lunga collaborazione con Medihospes e con il Polo dove da 2 anni il CPI eroga (due volte a settimana) servizi di informazione, orientamento di base, supporto nelle candidature (servizio IDO).

La tutela socio-sanitaria e la centralità della gestione del fenomeno migratorio

L’ultimo tavolo di confronto è stato dedicato alla tutela socio-sanitaria e ai servizi di prossimità. A fornire un quadro sulla storia dei servizi per l’immigrazione in città è stata Rosaria Tornesi, coordinatrice del Servizio sociale del Comune di Messina, che ha sottolineato l’importanza della programmazione nella gestione del fenomeno migratorio, che consente di studiare il bisogno per poi attivare procedure di co-progettazione con gli Ets. E’ quindi intervenuta Antonella Casablanza dell’ASP di Messina che ha portato i saluti dell’Ordine degli assistenti sociali che ha patrocinato l’evento ed ha sottolineato il ruolo fondamentale di Medihospes e degli altri Ets nella realizzazione delle azioni di prossimità previste dal progetto Pnes e dai nuovi ambulatori dedicati a tutti i target “in povertà sanitaria” (migranti fuori dai circuiti di accoglienza, homeless). Infine è intervenuto Giovanni Pellicanò, Primario del reparto di malattie infettive del Policlinico, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra professionisti sanitari e operatori sociali nella tutela della salute.

Una mattinata ricca di spunti e proposte operative per sviluppare servizi sempre più aderenti ai bisogni dei vari target del Polo, divenuto ormai punto di riferimento delle istituzioni per la gestione delle istanze e dei bisogni complessi dei cittadini stranieri presenti sul territorio. Una rete che si compone di oltre 120 pubblici e che ha consentito al Polo negli ultimi anni di fornire servizi linguistici e di consulenza a oltre 100 Comuni, Case Circondariali, UEPE, ASP e aziende ospedaliere.

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