Acqua a Messina, il piano per potenziare la zona nord

Acqua a Messina, il piano per potenziare la zona nord

Marco Ipsale

Acqua a Messina, il piano per potenziare la zona nord

venerdì 27 Febbraio 2026 - 09:00

Un nuovo collegamento da Montesanto a Torre Faro e interventi sulla rete per ridurre le perdite

MESSINA – Una riorganizzazione strutturale che punta a superare le croniche criticità della zona nord e l’inefficienza delle vecchie condotte. Al centro della strategia non c’è solo il potenziamento dei serbatoi, ma la creazione di una rete interconnessa capace di spostare le risorse idriche dove la richiesta è maggiore, specialmente nei periodi di massima siccità.

Il collegamento diretto tra Montesanto e Torre Faro

L’opera principale prevista dal Piano d’Ambito dell’Ati riguarda la realizzazione di una nuova linea di adduzione. Si tratta di un collegamento diretto che partirà dal nodo strategico di Montesanto 1, in fase di completamento, per raggiungere Torre Faro. Questa infrastruttura, per la quale è previsto un valore di circa 17 milioni di euro, è pensata per risolvere i cali di pressione che colpiscono i villaggi costieri e le zone a nord della città, permettendo una distribuzione più equa e costante dei volumi d’acqua provenienti dai tre acquedotti principali (Fiumefreddo, Alcantara e Santissima).

A supporto di questa nuova linea, è previsto il completamento degli altri tre lotti del sito di Montesanto con un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro. Una volta ultimati, questi interventi garantiranno una capacità di accumulo e una flessibilità di gestione dei flussi fondamentale per rispondere rapidamente a eventuali guasti sulle linee esterne.

Ricerca delle perdite e distrettualizzazione

Parallelamente alle grandi opere di collegamento, è già stato avviato un percorso tecnico determinante per la mitigazione delle perdite idriche. Grazie alle risorse del Pnrr, è stato finanziato il piano di distrettualizzazione della rete: la città viene divisa in settori idrici autonomi e monitorabili elettronicamente. Questo sistema consente ai tecnici di individuare in tempo reale le perdite occulte e di intervenire in modo mirato sulla sostituzione delle condotte terziarie ormai ammalorate.

L’efficienza del sistema è infatti il tassello mancante: ridurre le dispersioni significa aumentare la quantità di acqua effettivamente disponibile per le utenze domestiche senza dover aumentare i prelievi alla fonte.

Integrazione tecnologica e continuità del servizio

Il quadro degli interventi si chiude con un programma di ammodernamento tecnologico degli impianti, ulteriormente sostenuto da un secondo lotto finanziato con 20 milioni di euro a valere sul Po Fesr 2021-2027. L’obiettivo è creare un insieme organico di infrastrutture capaci di dialogare tra loro. L’integrazione tra i nuovi serbatoi, le condotte riqualificate e i sistemi di monitoraggio elettronico permetterà di ampliare progressivamente le ore di erogazione idrica.

Queste soluzioni, una volta messe a regime, serviranno a mitigare i disagi derivanti dalle carenze idriche estive, garantendo che l’aumento della capacità di accumulo si traduca in un beneficio reale e duraturo per tutti i quartieri della città.

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