"Affari di famiglia" a Mojo, processo a ottobre per i Pennisi - Tempostretto

“Affari di famiglia” a Mojo, processo a ottobre per i Pennisi

Alessandra Serio

“Affari di famiglia” a Mojo, processo a ottobre per i Pennisi

venerdì 16 Settembre 2022 - 08:00

Fissato il giudizio immediato per gli amministratori di Mojo Alcantara e Malvagna coinvolti nell'inchiesta sfociata nello scioglimento per mafia dei comuni

MESSINA – E’ il 25 ottobre prossimo il “giorno del giudizio” per il sindaco “sospeso” di Mojo Alcantara, Bruno Pennisi, l’ex vice Clelia Pennisi, il padre Giuseppe, Carmelo, gli imprenditori Antonio D’Amico di Bronte e Rosario Ferraro di Santa Teresa di Riva, infine Luca Giuseppe Orlando, già assessore ai lavori pubblici del comune di Malvagna. Tutti sono al centro dell’inchiesta “Affari di Famiglia” su degli appalti pubblici, secondo l’accusa pilotati, sfociata nel blitz dello scorso 18 maggio e per tutti la Procura di Messina ha chiesto ed ottenuto il giudizio immediato.

Il processo comincerà perciò tra circa un mese, davanti ai giudici della I sezione collegiale del Tribunale di Messina. Induzione indebita, concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione i reati, contestati a vario titolo, dai quali dovranno difendersi gli indagati, assistiti dagli avvocati Nunzio Rosso, Franco Rosso, Giancarlo Padiglione e Salvatore Pagano.

Al banco dell’accusa ci saranno i pubblici ministeri Liliana Todaro e Antonella Fradà, che hanno coordinato le indagini della Guardia di Finanza. Al Tribunale toccherà vagliare l’ipotesi dei Pm che i due Comuni erano infiltrati dalla mafia. Al centro dell’indagine infatti c’è il ruolo di Carmelo Pennisi, che secondo gli inquirenti è il referente del clan Cinturino di Calatabiano – per questa accusa finito in un precedente processo e assolto in primo grado – e che avrebbe, tramite la sorella Clelia e il sindaco Bruno, e tramite i rapporti con Orlando, gestito come privati diversi affari del Municipio.

Il sindaco e la vice sindaca sono stati sospesi dal Prefetto di Messina poco dopo gli arresti. A giugno sono stati poi “congelati” gli organi politici di Mojo e Malvagna e si è insediata la commissione prefettizia di accesso agli atti, ancora a lavoro.

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