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Italicum e rischi di illegittimità della legge. Il dibattito organizzato dai Giovani avvocati

Italicum e rischi di illegittimità della legge. Il dibattito organizzato dai Giovani avvocati

martedì 05 Aprile 2016 - 07:19
Italicum e rischi di illegittimità della legge. Il dibattito organizzato dai Giovani avvocati

In attesa che la Corte costituzionale si pronunci sui profili di legittimità relativi all'Italicum si è tenuto un dibattito promosso dall'Associazione giovani avvocati per approfondire la tematica.

Di Italicum si è discusso presso l’Aula Magna della Corte d’Appello di Messina, nel corso dell’incontro promosso da AIGA Messina. Il dibattito ha interessato i profili di legittimità costituzionale dell’italicum contestati dai relatori Avv.ti Enzo Palumbo e Tommaso Magaudda e considerati non manifestatamente infondati dal tribunale di Messina, primo in Italia a rimettere la questione di legittimità alla Corte Costituzionale nei mesi scorsi.

All’incontro hanno preso parte, oltre agli Avvocati del Foro, esponenti della società civile. Ad introdurre il convegno è stato il vice presidente AIGA Messina avvocato Ernesto Marcianò, che ha illustrato l’origine del ricorso evidenziando come i 13 punti contestati rappresentavano interessanti aspetti giuridici e politico-elettorali, facendo emergere le criticità del testo normativo.

A moderare il dibattito è stato il tesoriere del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Messina, Paolo Vermiglio, che ha sottolineato come il ricorso presentato dagli avvocati Palumbo e Magaudda, sia esempio di disinteressata funzione sociale che l’avvocatura svolge attraverso l’esercizio della propria professione.

La parola è passata quindi a Tommaso Magaudda, che ha illustrato gli aspetti tecnico giuridici del ricorso, richiamando i principi della Sentenza n°1 del 2014 della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il “Porcellum. Il legale, illustrando tutti e 13 i motivi del ricorso, si è soffermato sui 6 motivi accolti dal Tribunale di Messina, in particolare la blindatura del capolista che limita, ancora una volta, la libertà dell’elettore di esprimere un voto di preferenza e la mancata soglia per l’attribuzione del premio di maggioranza in un eventuale ballottaggio.

L’avvocato Enzo Palumbo, col suo intervento dal taglio politico – elettorale, ha contestato duramente la finalità principe che la legge elettorale impugnata si prefigge, ossia: la governabilità. Tale principio -ha affermato Palumbo – “non può prevalere sul principio di rappresentanza, costituzionalmente garantito, a differenza del primo che è del tutto avulso dal nostro ordinamento giuridico”. A tal proposito il legale ha ricordato come nella prima repubblica l’instabilità di governo non ha comportato un rallentamento della macchina legislativa ed economica del paese, differentemente da quanto abbia fatto il sistema tripolare, imposto dalle ultime leggi elettorali, a cui l’italicum si ispira nel tentativo di eludere la Sentenza n°1 del 2014 della Consulta che ha dichiarato illegittimo il “porcellum”.

Infine l’avvocato Paolo Vermiglio richiamando ancora una volta l’impegno civico dei relatori, ha invitato l’avvocatura a spendersi in prima persona per il mantenimento della Corte di Appello di Messina, che rischia la soppressione a seguito del nuovo disegno della geografia giudiziaria italiana.

L’incontro si è concluso con i ringraziamenti da parte di AIGA Messina a quanti hanno partecipato al dibattito nella speranza di mantenere viva una idea di avvocatura ancora baluardo dei diritti civili dei cittadini.

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2 commenti

  1. Non ho mai votato PD o Renzi ,questa volta voterò SI. Nel bene o nel male sta aiutando le famiglie povere e forse con l’Ape anche i pensionati disoccupati che muoiono di fame.Almeno Renzi ci da una speranza, quelli che ho sempre votato mi hanno dato il nulla.
    Se mi dovesse tradire l’aspetterò a marzo del 2018 a cambiare idea.

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  2. Non ho mai votato PD o Renzi ,questa volta voterò SI. Nel bene o nel male sta aiutando le famiglie povere e forse con l’Ape anche i pensionati disoccupati che muoiono di fame.Almeno Renzi ci da una speranza, quelli che ho sempre votato mi hanno dato il nulla.
    Se mi dovesse tradire l’aspetterò a marzo del 2018 a cambiare idea.

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