Allarme a Ganzirri per la moria di pesci e la puzza: tra cause naturali e degrado ambientale

Allarme a Ganzirri per la moria di pesci e la puzza: tra cause naturali e degrado ambientale

Marco Ipsale

Allarme a Ganzirri per la moria di pesci e la puzza: tra cause naturali e degrado ambientale

martedì 22 Settembre 2026 - 10:00

Un'ondata di puzza nauseante ha investito il borgo marinaro e le zone limitrofe, scatenando il dibattito social

MESSINA – Un odore acre, paragonabile a una commistione di zolfo, fogna e putrefazione, ha reso l’aria irrespirabile a Ganzirri e lungo la via Marina, spingendo molti residenti a barricarsi in casa con le imposte chiuse. Al centro delle proteste, amplificate da una discussione virale sui social, la massiccia moria di pesci registrata nel Lago Grande, con tanti esemplari affiorati senza vita.

Lo scontro sulle cause: tra cicli naturali e inquinamento

Il fenomeno ha spaccato la comunità tra chi attribuisce l’accaduto a dinamiche naturali ricorrenti e chi punta il dito contro l’impatto antropico. Da un lato, diversi residenti storici del borgo hanno ricondotto l’evento alla tradizionale risalita dello zolfo e al surriscaldamento delle acque del pantano, accentuato dalla mancata pulizia e apertura tempestiva dei canali di comunicazione con il mare. Tesi supportata anche da spiegazioni tecniche sull’eutrofizzazione, un processo di arricchimento di nutrienti che riduce drasticamente l’ossigeno disciolto nell’acqua provocando la soffocazione della fauna ittica.

Dall’altro lato, cittadini e comitati locali sollevano forti dubbi sulla esclusiva matrice naturale della crisi. Nel mirino ci sono il continuo sversamento di reflui, la presenza di detergenti e il fenomeno del dilavamento stradale: la pioggia, trascinando i residui di idrocarburi e metalli pesanti dall’asfalto, finirebbe infatti per aggravare la vulnerabilità ecologica del bacino. Alcuni residenti hanno inoltre segnalato la presenza insolita di specie come le alici, ipotizzando sversamenti anomali o scarti di pesca.

Le polemiche sulla gestione della riserva e la vivibilità del borgo

La gravità dei miasmi ha riacceso le polemiche sullo stato di tutela della Riserva Naturale Orientata Capo Peloro. Tra accuse di immobilismo rivolte alle istituzioni e recriminazioni sull’efficacia dei vincoli ambientali, giudicati da alcuni un ostacolo alla corretta manutenzione dei canali, il dibattito è salito anche sul piano sociale tra chi rivendica l’autenticità storica delle criticità del lago e chi chiede interventi urgenti, analisi chimiche certe e una bonifica strutturale per restituire decoro e vivibilità a uno dei gioielli paesaggistici di Messina.

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