Allarme ordigno a Mortelle: la Capitaneria interdice lo specchio acqueo

Allarme ordigno a Mortelle: la Capitaneria interdice lo specchio acqueo

Marco Ipsale

Allarme ordigno a Mortelle: la Capitaneria interdice lo specchio acqueo

venerdì 08 Maggio 2026 - 14:30

Individuato un sospetto residuato bellico a 270 metri dalla costa. Scatta il divieto assoluto di balneazione e navigazione per un raggio di 200 metri

MESSINA – Un presunto ordigno bellico è stato trovato nelle acque di Mortelle, facendo scattare subito le misure di sicurezza per la tutela della pubblica incolumità. La scoperta è stata fatta dal personale del 3° Nucleo Subacqueo della Guardia Costiera di Messina durante un’immersione nelle vicinanze del relitto di un rotore aeronautico, a circa 270 metri dalla battigia e a una profondità di 10 metri.

La segnalazione ha spinto il comandante della Capitaneria di Porto, Luciano Marcello Pischedda, a emanare un’ordinanza d’urgenza per interdire l’intera area interessata dal ritrovamento. Il provvedimento dispone, con effetto immediato, il divieto assoluto di balneazione, pesca e qualsiasi attività subacquea o diportistica all’interno di un raggio di 200 metri dal punto di coordinate geografiche Latitudine 38°16,496’ N e Longitudine 015°37,731’ E.

La zona resterà interdetta in attesa degli accertamenti necessari e delle successive operazioni di bonifica che dovranno essere fatte dagli artificieri subacquei. Fino ad allora, lo specchio acqueo è considerato pericoloso per chiunque e l’ordinanza impone inoltre a tutte le imbarcazioni in transito in prossimità dei limiti di sicurezza di procedere con la massima cautela e adottare ogni misura di prudenza necessaria per evitare situazioni di rischio. Dal divieto sono escluse soltanto le unità navali della Guardia Costiera, delle Forze di Polizia e i mezzi militari impegnati in ragioni del proprio ufficio. Per tutti gli altri, le violazioni saranno punite secondo le norme del Codice della Navigazione e del Codice della nautica da diporto. L’attenzione resta dunque alta sul litorale nord di Messina, in attesa che l’area venga dichiarata nuovamente sicura e restituita alla libera fruizione di bagnanti e naviganti.

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