Corruzione nella sanità siciliana, Cuffaro vuole patteggiare

Corruzione nella sanità siciliana, Cuffaro vuole patteggiare

Alessandra Serio

Corruzione nella sanità siciliana, Cuffaro vuole patteggiare

venerdì 08 Maggio 2026 - 12:13

Mossa a sorpresa dell'ex governatore che punta ai 3 anni di messa in prova. Tutti gli altri nomi e le accuse

Palermo – Il vaglio preliminare dell’inchiesta sui presunti casi di corruzione nella sanità siciliana ruotanti intorno al così detto “sistema Cuffaro” si apre con una mossa a sorpresa del principale protagonista. Totò Cuffaro chiede infatti di patteggiare la pena, e propone di concordare la condanna a 3 anni per corruzione. L’ex leader della Dc siciliana, che è ai domiciliari da 5 mesi, non si è presentato davanti la Giudice Ermelinda Marfi e sono stati i difensori, gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, a depositare l’istanza che chiede di scontare il residuo di pena con misure alternative, a cominciare dalla messa in prova.

Tutte le accuse e i nomi

Cuffaro è accusato di corruzione per aver pilotato in parte il concorso per operatori socio-sanitari a Villa Sofia e di traffico di influenze in un appalto bandito dall’Asp di Siracusa. L’udienza preliminare che si è aperta oggi riguarda anche le ipotesi di reato che la Procura di Palermo formula per l’ex direttore generale dell’azienda ospedali riuniti Villa Sofia Cervello Roberto Colletti, il primario del Trauma Center di Villa Sofia Antonio Iacono (presidente della commissione di esami), e l’imprenditore Vito Raso. Secondo l’accusa, in cambio Colletti sarebbe stato sponsorizzato per la nomina alla direzione generale dell’ospedale, mentre Iacono nel concorso per diventare primario anche se alla fine non presentò la domanda. Al vaglio anche il filone d’inchiesta relativa ad un presunto traffico di influenze negli appalti per i servizi di lavanderia e ausiliariato dell’Asp di Siracusa, che vede coinvolti Mauro Marchese, Marco Dammone, Ferdinando Aiello (anche lui ha chiesto il rito abbreviato), Roberto Spotti, legale rappresentante della società e Sergio Mazzola, titolare della Euroservice.

Decisione nelle mani della giudice

L’Accusa è rappresentata dal pubblico ministero Claudio Camilleri che dovrà ora accordarsi o meno alla richiesta di Cuffaro. La giudice per l’udienza preliminare deciderà poi se accoglierla o meno, se non la ritenesse congrua ai fatti contestati.

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