All'Ars la maggioranza va sotto due volte, "tempesta politica per il governo Schifani"

All’Ars la maggioranza va sotto due volte, “tempesta politica per il governo Schifani”

Marco Olivieri

All’Ars la maggioranza va sotto due volte, “tempesta politica per il governo Schifani”

venerdì 19 Dicembre 2025 - 00:42

Tensioni tra il presidente Galvagno e l'assessore Dagnino. De Luca del Movimento 5 Stelle e il De Luca di Sud chiama Nord all'attacco

PALERMO – “Il dato politico che emerge più di tutti in questo momento è che Schifani e il suo esecutivo sono stati finalmente sfiduciati all’Assemblea regionale siciliana. In due votazioni il conteggio dei voti contrari è lievitato dai 23 dell’opposizione ai 45! Numeri che hanno buttato giù la maggioranza di Schifani, capace di sostenerlo solo per mantenere la poltrona, e che costituiscono l’inizio di una tempesta politica da cui difficilmente il governo uscirà integro”. Lo dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Antonio De Luca.

Ma cosa è successo? L’impegno è quello dell’approvazione della Finanziaria. E si prevede una no stop. Intanto, nel corso della serata, il governo regionale è stato battuto su due articoli che prevedevano interventi in materia di contrasto agli incendi: in entrambi i casi il voto segreto, chiesto dalle opposizioni, grazie all’intervento dei franchi tiratori, è stato decisivo. Tante le tensioni in aula: in particolare tra il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno (“Basta riscritture. “Mi guardi negli occhi e mi dica se ha cambiato idea”) e l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino (fonte Ansa Sicilia).

Durissimo pure il capogruppo di Sud chiama Nord Cateno De Luca: “Il presidente Schifani è stato politicamente azzoppato dai suoi due assessori principali: Dagnino e Luca Sammartino. Il primo per una gestione inadeguata dei dossier più delicati, il secondo per aver completamente abdicato al ruolo fondamentale di raccordo tra governo e Parlamento”.

De Luca (ScN): “Ho chiesto la sospensione dei lavori e che venga convocato il presidente della Regione”

Secondo De Luca, il problema non è tecnico ma politico: “È mancato totalmente quel lavoro preventivo di confronto e mediazione che la politica impone, soprattutto quando si discute una legge fondamentale come la legge di stabilità. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un governo in evidente difficoltà e un Parlamento schiavo dei capi tribù della maggioranza”.

Da qui un appello al presidente dell’Assemblea regionale siciliana: “Ho chiesto la sospensione immediata dei lavori per evitare l’ennesima farsa istituzionale e ho chiesto che venga convocato il presidente della Regione. In un momento così delicato non possono bastare alcuni assessori presenti in aula: serve il presidente perché è lui il garante del rapporto tra governo e Parlamento. Gli assessori avrebbero dovuto tutelare per primi il presidente della Regione. Invece si sono dimostrati del tutto inadeguati al loro compito, trascinando il governo verso una Caporetto parlamentare che avevo già previsto nella conferenza stampa all’Ars che ho tenuto martedì 16”.

E infine: : “Non sono disposto a trascorrere il Santo Natale in aula per assistere alle faide interne della maggioranza e a un presidente ostaggio dei suoi capi tribù. Ho lavorato per oltre un mese a questa legge di stabilità, mettendoci impegno, serietà e dignità istituzionale. Quella dignità è stata calpestata. Dopo di che, se qualcuno pensa di continuare a prendere in giro il Parlamento, ci vedremo voto per voto”.

Stamattina il nuovo round.

Foto Italpress.

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2 commenti

  1. A cucchiti…..

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  2. Tutti a casa subito immediatamente

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