Due esperti dell'Università di Napoli durante un sopralluogo hanno notato un serio danno di un pilone dell'autostrada: -Bisogna intervenire subito, anche perchè siamo in una zona ad alto rischio sismico-
E’ tornata la pioggia sul Messinese Alluvionato, ma a Scaletta Zanclea c’è un nuovo allarme. A darlo sono Franco Ortolani, Ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio dell’Università di Napoli Federico II, e il suo collaboratore Angelo Spizzuoco, ingegnere strutturista geotecnico.
I due esperti sono stati a Scaletta e Giampilieri nel weekend: sono arrivati da Napoli per impegno civile, con l’intento di capire meglio cos’è accaduto e individuare i problemi del territorio alluvionato, in modo tale da riuscire a fornire indicazioni utili per evitare ulteriori degenerazioni o comunque per prevenire possibili nuovi disastri.
Il prof. Ortolani e l’ing. Spizzuoco hanno risalito il torrente Racinazzo da Scaletta Marina verso monte, e hanno notato che uno dei piloni dell’A18 Messina – Catania è gravemente lesionato, perchè è stato bucato da uno dei grossi massi trasportati dalla colata detritica.
Il pilone lesionato ha un foro di circa 80cm di diametro e risulta danneggiata anche la sua struttura interna nella parte più delicata.
Il prof. Ortolani, che abbiamo contattato telefonicamente, ha voluto precisare che -in fondo, l’autostrada è stata fortunata. Questa terribile disgrazia sarebbe potuta diventare un’ecatombe. E’ stato un miracolo se i piloni dell’autostrada hanno schivato i massi molto più grossi che sono arrivati a valle! Pensate che il masso che ha colpito il pilone lesionato è di circa un metro cubo, ma quello che s’è fermato molto più a valle, in via Roma, a due passi dalla linea ferroviaria e quindi quasi in spiaggia, era grosso venti metri cubi!! Qualora avesse colpito un pilone autostradale, l’avrebbe immediatamente tranciato e sarebbe stata una catastrofe-.
La situazione è, comunque, ancora molto rischiosa perchè la rottura del pilone è nella parte più delicata: -è davvero incredibile – continua il prof. Ortolani – che dopo sedici giorni nessuno si sia accorto di questo pilone lesionato; andava riparato subito, anche perchè siamo, purtroppo, in un’area di prima categoria per quanto riguarda il rischio sismico. Serve un intervento immediato, e sarebbe opportuno anche verificare le condizioni dei piloni costruiti in tutte le altre fiumare d’Italia, e non solo a Messina, perchè a questo punto penso che potrebbero esserci problemi simili di cui nessuno s’è mai accorto-.
Infine, il prof. Ortolani e l’ing. Spizzuoco confermano, dopo l’ispezione, quanto già avevano immaginato: a Scaletta Zanclea non c’è stata alcuna piena idrica; non è stato il torrente Racinazzo a esondare, ma s’è trattato di una colata detritica e fangosa di potenza eccezionale che s’è incanalata lungo quella valle ‘sfruttando’ il naturale pendio del terreno.
