Sempre gli stessi discorsi, sempre i soliti problemi. Alle volte si pensa alle soluzioni, in altre circostanze si cerca di fare il più assoluto silenzio. Capita invece che si dedichi ogni sforzo per problematiche di più ampia eco o più semplicemente di moda. Bene, la pulizia, la civiltà, la corretta fruibilità degli spazi che ci circondano dovrebbero essere sempre all’ordine del giorno. Accade però, che la scarsa centralità di una strada, di un quartiere o la marginalità rispetto alle più affollate zone nevralgiche della città, bastino a dimenticare e a far dimenticare, lasciando spazio al perpetrarsi di cattive abitudini. Come, se non di cattiva abitudine si può parlare di fronte a piccoli spazi destinati, contro ogni logica, ad accogliere vere e proprie discariche. Non si può dire che qualcosa non cresca a Messina, lo spettacolo che si offre davanti agli occhi, percorrendo la strada che porta al bivio dal quale si biforca la strada che da Gravitelli porta a Bisconte, non è sicuramente tale da dare adito a facili allarmismi, ma contribuisce a svilire tutti i buoni propositi sin qui maturati e sbandierati. Sul ciglio della strada, all’inizio di una strada sterrata, che non si sa dove porti, cumuli di spazzatura, materassi, mobili, materiale di scarico, frammenti di vetrate, frigoriferi, televisori, poltrone,giacciono li dimenticati. Tutta spazzatura che dovrebbe trovare altra collocazione, ma che per cattivo costume e le risapute mancanze degli organi competenti, sono diventati parte integrante del paesaggio extraurbano. Pensiamo non servano altre parole, le immagini si commentano da sole. Che sia giunto il momento di fare un po di pulizia? Aspettiamo speranzosi.
