Meno male che era solo un incubo!!!
Ancora assonnato seguo in televisione la sfilata annuale degli alpini in congedo che hanno festosamente “occupato” la città di Latina.
Automaticamente il pensiero torna al periodo di leva, ai commilitoni, agli ufficiali ed ai sottufficiali che ho conosciuto e con i quali sono ancora adesso in ottimi rapporti.
Passo in rassegna episodi, battute, tentativi più o meno riusciti di imboscamento, gli infiniti messaggi battuti, l’ansia per le licenze e l’attesa di sentire il Mio Silenzio Fuori Ordinanza.
Ma un pensiero si forma lentamente alla vista di tutti quei berretti piumati che sfilano pacificamente lungo le strade di Latina.
Vero è, berretti piumati ho detto!!!!
E poi mi vedo davanti la figura del mio capitano, un bersagliere con tanto di cappello ed annesso piumaggio d’ordinanza di gran lunga maggiore e più consistente dell’unica penna alpina.
Focalizzo improvvisamente la tragedia.
Immagino tutti gli uccelli spennati solamente per adornare dei berretti!
Penso a quante generazioni di volatili, dalla fondazione di questi Corpi militari, sono stati privati del loro piumaggio a scopo esclusivamente ornamentale; un danno ambientale enorme, tanto evidente da essere ben nascosto e visibile solo dopo decenni.
Altro che i decessi ornitologici causati da vetrine, insegne di distributori di benzina, rally, pale eoliche si parla di miliardi, che dico, milioni anzi centinaia di migliaia se non addirittura decine di volatili torturati per puro diletto degli abbietti umani insensibili alle tematiche ambientali.
E allora mi accingo a scrivere decine e decine di pagine per commentare questo misfatto nel solito inserto settimanale tanto melenso e retorico da risultare pericoloso per i diabetici.
Mi attivo per chiedere in alto loco l’azzeramento di questi Corpi militari o quanto meno che non vengano impiegati in scenari bellici ricadenti in aree Sic o Zps se non dopo una documentata ed approfondita Valutazione di Incidenza che attesti la compatibilità ambientale degli alpini e dei bersaglieri ed, in caso di mancata verifica positiva, a denunciare tutto alla Comunità Europea la quale infliggerà salatissime multe all’Italia intera.
Finalmente mi sveglio, era solamente un incubo; i bei ricordi mi avevano ricacciato tra le braccia di Morfeo.
Ritorno alla veglia con la felice consapevolezza di non essere un fanatico e, anche se ultimamente accusato di aver distrutto alberi e favorito lo scempio delle colline, ricordo come da militare ero un fante senza piume sul basco congedato dopo un anno sicuramente diverso da tutti gli altri della mia vita condiviso con persone di grandi capacità ed umanità e durante il quale ho avuto la consapevolezza che anche gli uccelli avrebbero volontariamente donato le loro piume ai nostri militari pur di condividere la gloriosa storia di queste specialità.
Ridendo del sogno continuo a vedere sfilare le nostre penne nere forse un po’ appesantite dagli anni, dalla buona tavola e dal buon vino ma più -veci- e meno -bocia- che mai.
Saverio Tignino
